Spid: con Poste italiane una brutta sorpresa, colpo di mannaia per i meno abbienti

Lo Spid è indispensabile, ma pochi si aspettavano che con Poste Italiane sarebbe diventato a pagamento. Cosa ne pensano i contribuenti?

Spid Poste Italiane
Spid Poste Italiane

Lo Spid a pagamento rappresenta senza dubbio l’ennesimo colpo di mannaia sulla testa dei contribuenti. Indispensabile, fondamentale per accedere a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione. Ma tra rincari di luce e gas, tasse in arrivo, caro benzina alle stelle, avevamo bisogno di nuovi aumenti su servizi di cui poi non possiamo fare a meno? E’ come imporci di pagare di più, anche se non ce la facciamo.

Sempre più indispensabile. Come fare lo Spid da casa, online o alle Poste? L’accesso dei cittadini ai servizi online della maggior parte dei portali della pubblica amministrazione, come ad esempio l’Inps o l’Agenzia delle Entrate, non è più possibile infatti attraverso le specifiche credenziali (Pin).

Spid: indispensabile ma tremendamente complesso e non accessibile a tutti

Il Sistema pubblico di identità digitale (Spid) è un sistema di identificazione che consente, attraverso l’utilizzo delle stesse credenziali (nome utente e password), di accedere a tutti i servizi pubblici online abilitati. Il potenziale vantaggio sta in una radicale semplificazione della pubblica amministrazione, con dati anagrafici, certificati, cartella fiscale e sanitaria accessibili comodamente da casa. Tutto questo consente di evitarecode agli uffici pubblici e utilizzando un’unica registrazione.

Per richiedere le proprie credenziali Spid è necessario essere maggiorenni e seguire alcuni passaggi:

– Scegli il fornitore: si tratta di Identity Provider accreditati che offrono diverse modalità di registrazione, gratuitamente o a pagamento. Fai la tua scelta in base a eventuali costi, in base ai livelli di sicurezza di cui hai bisogno (sono tre in totale) e alle modalità di riconoscimento. Sul sito Agenzia per l’Italia Digitale dedicato a Spid è disponibile uno schema semplificato con il confronto tra i servizi offerti dagli Identity Provider.

– Inserisci i dati anagrafici: segui il percorso sul sito dell’operatore scelto, inserisci i tuoi dati e crea le credenziali Spid; ti serviranno carta d’identità o passaporto o patente (può essere necessario fotografarli e allegarli); tessera sanitaria con codice fiscale. Serve inoltre un numero di cellulare e un indirizzo mail.

– Effettua il riconoscimento: Spid viene confermata soltanto dopo l’identificazione che può avvenire tramite webcam, di persona prendendo appuntamento presso uno degli uffici del provider, tramite firma digitale o utilizzando la carta di identità elettronica o la carta nazionale dei servizi.

Spid e gli effetti della digitalizzazione di massa post pandemia

Tra i suoi tanti effetti, in maggioranza purtroppo negativi, la pandemia ha portato ad una “digitalizzazione di massa” che sarebbe ugualmente avvenuta ma in tempi molto più lunghi.

L’essere costretti in casa ha accelerato le grandi e piccole “transizioni digitali” di aziende e cittadini.

Tra le principali conseguenze si registra l’abnorme numero di attivazioni di credenziali Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, ossia un’identità digitale che consente di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti.

Basti pensare che durante il primo lockdown, quello di marzo-aprile 2020, sono state attivate quasi un milione di identità digitali tramite Spid.

Il colpo a sorpresa di Poste Italiane

Il principale gestore di identità Spid, per motivi di notorietà del marchio e soprattutto presenza capillare sul territorio, è Poste Italiane.

Per ottenere lo Spid presso le Poste è possibile fare tutto allo sportello oppure online, in questo caso eventualmente facendosi poi identificare allo sportello. Ed è su questo ultimo aspetto che abbiamo appreso una cattiva notizia: l’identificazione presso gli sportelli di Poste Italiane, fino a poco tempo fa gratuita, è divenuta a pagamento con una tariffa di dodici euro.

Non è obbligatorio farsi identificare allo sportello. Le Poste, infatti, lo consentono in varie modalità.

La decisione di Poste Italiane, seppur legittima, appare un modo per raggranellare un po’ di incassi facendo leva sul pubblico meno evoluto e molto spesso anziano. Non propriamente il massimo dell’etica.

Ecco alcuni dei metodi di creazione dello Spid, non proprio un gioco da ragazzi

  • SMS su cellulare certificato associato ad un prodotto Bancoposta o Postepay
  • Lettore Bancoposta e carta Postamat
  • Carta d’Identità Elettronica con PIN
  • Carta d’Identità Elettronica senza PIN
  • Carta Nazionale dei Servizi attiva con PIN
  • Passaporto Elettronico
  • Bonifico da un conto corrente a te intestato
  • Firma Digitale

Tutti questi metodi presentano difficoltà per chi non è cliente BancoPosta come pure a chi non possiede o non sa usare un computer, un tablet o uno smartphone. E’ possibile l’identificazione presso uno sportello pubblico, dove però occorre la marca da bollo di sedici euro oltre al pagamento dei diritti di segreteria.

La conseguenza di tutto ciò, per una persona poco pratica con le odierne tecnologie e che non ha modo di farsi aiutare, è l’essere costretta a pagare dodici euro in agenzia postale.

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Esistono altri gestori di identità Spid, ma specie nei piccoli centri è complicato, ed a volte impossibile, avvalersene.