Come era chiamata Iva Zanicchi? Il retroscena che pochi conoscono

Iva Zanicchi è una vera e propria icona della musica italiana. Artista di fama mondiale con un particolare soprannome. Vediamo quale.

Iva Zanicchi (Instagram)
Iva Zanicchi (Instagram)

La storia della musica italiana è fatta di tanti artisti. C’è una lunga tradizione che porta ad avere dei veri mostri sacri. In questa quadro rientra perfettamente Iva Zanicchi. L’artista ha all’attivo ben 32 album pubblicati e nella sua carriera ha calcato grandissimi palchi. Non solo italiani ma anche internazionali. Si pensi ai teatri a Madison Square oppure all’Olympia di Parigi.

La sua carriera, partita nel 1960, non è fatta solo da musica ma anche da conduzioni televisive. Molti ricorderanno “Ok, il prezzo è giusto“. Ma, Iva Zanicchi, ha fatto davvero di tutto tra musica, cinema, teatro e televisione. Una storia vissuta sempre ad altissimo livello e con la vittoria di tantissimi premi. Partecipa per ben 10 volte al Festival di Sanremo, vincendo tre edizioni.

Nella sua carriera ha avuto anche un soprannome particolare. Nel 1970, Alighiero Noschese la definì come “il pollice della canzone italiana“. Ma non solo questo, L’artista veniva chiamata anche “L’aquila di Lingonchio”. Vediamo il significato che si cela dietro questo soprannome.

Iva Zanicchi: il significato del suo soprannome

Molti artisti, nella loro storia, hanno avuto dei soprannomi con un significato davvero interessante. Definita come “L’Aquila di Ligonchio” richiama anche altre artisti di quel tempo in una specie di gruppo artistico a questo tema. Questo gruppo fu creato dai media e facevano parte tante altre artiste.

In questo “gruppo” troviamo “la Tigre di Cremona“, Mina, “la Civetta di Venezia“, Patty Pravo, “la Pantera di Goro“, Milva, “la Zanzara di Torino“, Rita Pavone. Ma non è finita qui. Il gruppo aveva anche “la Capinera di Cavriago“, Orietta Berti e “il Pulcino di Gabbro“, Nada. Più altre artiste meno conosciute come Marisa Sannia e Isabela Iannetti.

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Anche queste cose rendono gli artisti unici. I soprannomi dati dai media, non potranno mai essere dimenticati. Questi rientrano pienamente nella storia dell’artista di riferimento. Così da lasciare non solo i tanti prodotti artistici ma anche tante curiosità.