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<p><strong>Non c&#8217;è dubbio che l&#8217;alcol faccia male. Ma fa più male il trasformarlo in vizio, in piaga per il nostro fisico e la nostra mente. Scopriamo i falsi miti dell&#8217;alcol.</strong></p>
<figure id="attachment_158877" aria-describedby="caption-attachment-158877" style="width: 686px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-large wp-image-158877" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/11/donnavino-1024x725.jpg" alt="Donne e vino" width="696" height="493" /><figcaption id="caption-attachment-158877" class="wp-caption-text">Donne e vino</figcaption></figure>
<p><strong>Un bicchiere di buon vino rosso italiano ogni tanto non possiamo negarcelo.</strong> Magari come quello straordinario <strong>Amarone della Valpolicella</strong> che il nostro Premier Mario Draghi ha regalato, beati loro, ai leader del recente 20. <strong>Un&#8217;eccellenza assoluta da provare, da vivere,</strong> che, una tantum, non può certo far male. Vogliamo negare che la nostra bella Italia produca i migliori vini al mondo? Certo che no. <strong>Ma se parliamo di alcol e dei suoi effetti devastanti sul fisico e sulla mente</strong> dobbiamo certo prendere atto che tutto questo sia vero. <strong>La chiave di lettura è nell&#8217;equilibrio delle cose, nelle scelte ponderate.</strong></p>
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<h2>In Vino Veritas: non neghiamoci un buon bicchiere di rosso italiano, ma guai a trasformarlo in vizio</h2>
<p>&#8220;Vivere&#8221; un grande vino toscano come il Chianti come un compagno di avventura per una carne alla brace spettacolare, con gli amici di una vita: così ci può stare! Compagnia, allegria, socialità: finché l&#8217;alcol resta questo, allora ben venga un bicchiere di rosso fatto ad arte. <strong>Oppure una straordinaria birra artigianale,</strong> di quelle che la nostra Italia produce da un ventennio e che la stanno trasformando, di diritto, in uno dei Paesi non solo con più bevitori di &#8220;boccali&#8221;, ma anche in una nazione evoluta e in crescita nel settore. Laddove la produzione di birra è amore, passione, studio e naturalmente business, tutto nel segno del Made in Italy.</p>
<p>Cosa sarebbe un aperitivo tutto Italiano senza un<strong> Prosecchino di Valdobbiadene che il mondo intero ci invidia?</strong> Oppure vogliamo negare che negli ultimi 10 anni il vino sia diventato sempre di più &#8220;a misura di donna&#8221;? Le donne amano bere, reggono l&#8217;alcol a volte molto più degli uomini. Il business di locali come bar, ristoranti, bistrot, si regge moltissime <strong>sul bere femminile.</strong> Anche in termini di birra che da sempre sembra avere una connotazione rude e maschile.</p>
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<h2>In Vino Veritas: non neghiamoci un buon bicchiere di rosso italiano, ma guai a trasformarlo in vizio</h2>
<p><strong>Ma l&#8217;alcol nelle sue esagerazioni, nella sua sfaccettatura non certo positiva di vizio, fa emergere le sue enormi pecche.</strong> Tra falsi miti che ora vi racconteremo e innegabili verità.</p>
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<p><strong>In Italia ci sono circa 35 milioni di consumatori di birra, vino e superalcolici tra gli adulti.</strong> E il trend si sta sviluppando anche tra i più giovani. Sebbene in quantità minori sia stato dimostrato un basso rischio di sviluppare problematiche o malattie, e sebbene queste bevande siano piacevoli al palato e ben inglobate nella nostra tradizione, sono comunque sempre sconsigliabili se trasformate in <strong>&#8220;pericolosa abitudine&#8221;.</strong></p>
<p>Esistono molti miti sull’alcol e alcuni di essi possono anche sembrare piuttosto credibili. Sorprendentemente, la maggior parte delle volte non è così.</p>
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<p><strong>Si dice che bere troppo alcol distrugga le cellule celebrali.</strong> Qualsiasi cosa se presa in eccesso fa male, tuttavia una moderata consumazione alcolica migliora effettivamente la funzionalità mentale. Incredibile ma vero.</p>
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<p>Non bisogna neanche credere a chi afferma che bere regolarmente conduce per forza a un’aspettativa di vita più bassa. Dipende da diversi fattori. Secondo una stima statistica, <strong>sono minori le morti tra coloro che bevono 1 o 2 drink al giorno.</strong></p>
<h2>Falsi miti sull&#8217;alcol: quante sorprese da scoprire</h2>
<p>Tra i miti sul bere alcol, ci sono anche quelli che riguardano <strong>il recupero dalla sbornia.</strong> Secondo molti, <strong>bere caffè nero può aiutare a smaltire i sintomi che si avvertono nel post sbronza. </strong>La realtà dei fatti risiede in un’unica e imprescindibile soluzione: il tempo. Falso, è anche il fatto che un uomo e una donna della stessa altezza possano bere la stessa quantità di alcolici.</p>
<p>Per loro sfortuna, le donne hanno una minore quantità dell’enzima che metabolizza ed elimina l’alcol. <strong>Per questo motivo possono ubriacarsi più facilmente rispetto agli uomini.</strong></p>
<p>Avete voglia di bere qualcosa ma allo stesso tempo non volete esagerare? Se dovessero consigliarvi del vino bianco, non fidatevi.</p>
<p>Tutti i tipi di vino contengono in fondo la stessa quantità di alcol di una bottiglia di birra o uno shot di qualsiasi superalcolico, quindi <strong>scegliete semplicemente in base ai vostri gusti. Inoltre è risaputo che a digiuno il vino bianco fa molto più male allo stomaco.</strong></p>
<p>È possibile anche prenderli tutti e tre, in caso si decida di bere un po’ di più. Per il motivo citato sopra, passare da una bevanda all’altra non fa assolutamente ubriacare più in fretta.</p>
<p>In poche parole, bere tre bottiglie di birra, equivale a bere uno shot, una birra e un bicchiere di rosso.</p>
<h2>Falsi miti sull&#8217;alcol: viso rosso non è sempre ubriachezza</h2>
<p><strong>Altri miti sul bere alcol, riguardano il rossore del viso.</strong> Al contrario di quanto si possa pensare, non è sintomo di ubriachezza. L’alcol contiene acetaldeide, una sostanza che fa restringere i vasi sanguigni, il che è molto più pericoloso di una sbronza.</p>
<p><a href="https://www.chenews.it/2021/11/02/unicredit-bnl-intesasanpaolo-denaro/"><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; Unicredit, Bnl, Intesa San Paolo: cosa sta succedendo ai conti dei clienti?</strong></a></p>
<p><strong>Il flusso del sangue viene indebolito e di conseguenza aumenta il rischio di problemi al cuore e di ictus.</strong></p>
<p>Infine, credete di avere la cosiddetta pancia da bevitore? Potrebbe essere in parte vero che l&#8217;alcol, difficile da smaltire per le pareti dello stomaco, gonfi. <strong>Ma nessuna bevanda fa necessariamente aumentare il girovita, il problema è sempre il cibo.</strong> Meglio iniziare a ridurre le porzioni.</p>
<p><b>Non è del tutto vero che l’alcol ci riscaldi:</b> in realtà la vasodilatazione di cui è responsabile produce soltanto una momentanea e ingannevole sensazione di calore in superficie, che in breve comporta un ulteriore raffreddamento del corpo e che, in un ambiente non riscaldato, aumenta il rischio di assideramento.</p>
<p><i></i><b>Non è vero che l’alcol aiuti a riprendersi da uno shock:</b> al contrario, provocando vasodilatazione periferica, determina un diminuito afflusso di sangue agli organi interni e soprattutto al cervello.</p>
<p><strong>Infine non è è vero che l’alcool sia una fonte di energia e dia forza.</strong> Svolge soltanto il ruolo di sedativo quindi diminuisce il senso di dolore e di fatica, ma solo per poco tempo. Occhio perciò alle notizie ingannevoli.</p>
<p>Inoltre soltanto una parte delle calorie dell’alcol riesce ad essere utilizzata dal nostro corpo per la forza lavoro.
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