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<p><strong>I risparmiatori italiani, nonostante il momento finanziario poco felice, investono ancora nei buoni fruttiferi postali. </strong></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-158509" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/10/buonifruttiferi-1024x577.jpg" alt="" width="696" height="392" /></p>
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<p>I tempi non sono dei migliori, ma chi se lo può permettere, <strong>percorre ancora la strada dell&#8217;investire il proprio denaro.</strong> <strong>I buoni fruttiferi postali,</strong> nonostante non abbiano chissà quale valore sul mercato, <strong>rappresentano comunque una piccola fonte di reddito futuro.</strong> Magari per garantirsi qualche spicciolo in più quando si conclude il proprio ciclo lavorativo. <strong>Costano poco, in fondo rendono un minimo garantito.</strong> Quel minimo sicuro, perché <strong>non sono e non saranno mai un rischio.</strong></p>
<p>Inoltre rappresentano <strong>una strada sicura da seguire per i minori, pensando al loro futuro.</strong> Un padre, un nonno, li sottoscrivono pensando al domani di un loro congiunto. Ed è qui, in questo caso, che <strong>Poste Italiane offre le maggiori agevolazioni di cui parleremo.</strong></p>
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<p>Lasciarli &#8220;maturare&#8221;, per generare interesse, seppur piccolo, è l&#8217;obiettivo principale del loro acquisto. E non c&#8217;è che dire ci sono ancora italiani che investono e come nei cosiddetti Bfp, <strong>sigla che si riferisce ai Buoni Fruttiferi Postali Italiani!</strong></p>
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<h2>Buoni Fruttiferi Postali: un percorso da scoprire per i piccoli risparmiatori</h2>
<p>Nessuno può negare come, allo stato attuale, un po&#8217; tutte le forme di investimento che esistono nel nostro Paese, che siano bancarie o postali, non diano più gli interessi di una volta, <strong>aggirandosi in media al di sotto dell&#8217;1%.</strong> I guadagni sono infatti molto irrisori, con poche eccezioni. Qualcuno direbbe in fondo, e non a torto, se le banche devono incassare i numeri degli interessi vanno alle stelle. Se gli interessi riguardano il nostro guadagno arrivano le briciole.</p>
<p><strong>Alla fine appare chiaro che non rendono molto (cioè pochi decimali di punto all’anno) ma in fondo costano anche poco.</strong> Perché non provarci? Anzi, sono completamente esenti da commissioni e godono pure di una tassazione agevolata, meno pesante di quella che grava invece su altri strumenti finanziari.</p>
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<p>I Buoni fruttiferi postali (Bfp) rappresentano una categoria di prodotti del risparmio tradizionalmente molto amati dalle famiglie italiane, che vi tengono investiti complessivamente ad oggi oltre 130 miliardi di euro.</p>
<h2>Buoni Fruttiferi Postali, sicuri, senza rischio: pro e contro</h2>
<p>Essendo emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti e garantiti dallo Stato Italiano, <strong>i Bfp sono senza dubbio dei prodotti a basso rischio, e questo li rende sempre appetibili.</strong></p>
<p>Sono assimilabili ai <strong>Buoni del Tesoro come i Bot, i Cct o i Btp.</strong> Quest’ultimi, però, ogni giorno vengono negoziati sui mercati finanziari e hanno dei prezzi che oscillano in continuazione, esponendo chi li acquista al rischio di subire delle perdite, se ha bisogno di farsi liquidare il capitale da un momento all’altro.</p>
<p><strong>I Buoni Postali, invece, no. Per loro, il capitale è sempre garantito,</strong> qualunque cosa accada sui mercati. Chi li acquista può infatti ritirare i soldi in ogni momento (più gli eventuali rendimenti maturati), <strong>senza il rischio di perdere un centesimo di quanto versato,</strong> dopo aver però pagato le imposte dovute per chi li ha tenuti in custodia. Non pensate infatti che Poste Italiane non pretenda la propria parte di guadagno in ogni caso.</p>
<p>Inoltre esiste una differenza sostanziale rispetto a quanto avviene per i Buoni del Tesoro che si ordinano in banca e sono soggetti a commissioni di negoziazione proporzionali al capitale investito. <strong>I Bfp (che sono collocati in esclusiva agli sportelli del gruppo Poste Italiane) sono invece esenti da qualsiasi balzello di questo genere.</strong></p>
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<p>Non è prevista cioè alcuna commissione, né per il versamento né per la liquidazione del capitale. Gli unici oneri sono dovuti appunto al fisco: sono infatti previsti due tipi di tassazione.</p>
<p>La prima è rappresentata dall’imposta di bollo, una mini-patrimoniale trattenuta ogni anno alla fonte e pari allo 0,2% del capitale investito, ma soltanto quando supera il valore di 5mila euro. Sotto questa soglia, invece, il balzello non viene applicato. <strong>Poi c’è un’imposta del 12,5% sui rendimenti, cioè sugli interessi maturati annualmente.</strong></p>
<h2>Interessi: come districarsi nel loro complesso mondo</h2>
<p>Si tratta dello stesso prelievo previsto per i titoli di stato, inferiore a quello che grava invece su altri strumenti finanziari come le azioni, le obbligazioni o i conti correnti, i cui interessi sono invece tassati al 26%.</p>
<p><strong>E&#8217; importante, a questo punto, che il consumatore medio, ipotetico risparmiatore, possa essere a conoscenza di tutti i dettagli del caso</strong>. E capire quanti tipi di buoni fruttiferi postali esistono sul mercato e quanto possono rendere.</p>
<p>Le possibilità sono svariate, i tassi di interesse come vedremo restano gli stessi, alcune caratteristiche li accomunano.</p>
<p id="p-17">Eccole:</p>
<ul>
<li><strong>nessun costo di sottoscrizione né di rimborso</strong>, salvo gli oneri fiscali;</li>
</ul>
<ul>
<li>il <strong>rimborso</strong> del denaro investito può essere richiesto in qualsiasi momento, anche prima della scadenza;</li>
</ul>
<ul>
<li>tassazione agevolata al <strong>12,50%</strong>;</li>
</ul>
<ul>
<li>hanno tagli minimi da <strong>50 euro</strong>;</li>
</ul>
<ul>
<li>possibilità di emissione <strong>in forma cartacea</strong> (sebbene ormai sia più raro) o<strong> in forma dematerializzata</strong>;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>sottoscrizione</strong> presso un qualsiasi ufficio postale, online o tramite l&#8217;App Bancoposta.</li>
</ul>
<p><strong>La novità importante è il leggero aumento sugli interessi maturati per. alcune tipologie.</strong> Certo, non siamo a livelli degli anni 80, per carità. <strong>E quanti di noi, 60enni o 70enni di oggi,</strong> hanno nostalgia di quei buoni fruttiferi postali che rendevano certo molto di più.</p>
<p><strong>Vi parleremo del 3&#215;4 e del 4&#215;4.</strong> Il primo comporta l&#8217;investimento più basso e naturalmente anche l&#8217;interesse minore. Il secondo comporta l&#8217;esborso più ampio in denaro ma la resa, nel tempo, è decisamente diversa. <strong>Nel primo caso la scadenza è 12 anni, in fondo un periodo ragionevole.</strong> Ad ogni triennio maturato interessi. Si può ritirare in qualunque momento, con la restituzione del capitale versato e degli eventuali &#8220;guadagni&#8221;. E&#8217; evidente che conviene attendere, altrimenti non ha senso aver investito. <strong>Offre lo 0,50% di interesse annuo.</strong></p>
<p><strong>Il secondo rende lo 0,75% annuo, che al momento rappresenta l&#8217;interesse più alto.</strong> Possiede una scadenza finale a 16 anni e maturazione degli interessi ogni 4 anni. Anche in questo caso è possibile chiedere il rimborso in qualsiasi momento. Come si può notare, sia questi che altri prodotti non arrivano all&#8217;1% di interesse.</p>
<p><a href="https://www.chenews.it/2021/10/31/anomalie-in-numerosi-farmaci/"><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; Anomalie in numerosi farmaci per la pressione alta: ecco cosa è successo</strong></a></p>
<p>La bella notizia è che finalmente, con una particolare procedura, seguendo un determinato iter, <strong>è possibile raggiungere il 2,50% di interesse annuo.</strong> Il sottoscrivente deve essere gioco forza un adulto, <strong>il destinatario deve essere un minore.</strong> Prima si comincia il percorso meglio è. <strong>Al raggiungimento della maggiore età, si può arrivare fino a superare il 2% di interesse. </strong>
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