<p><strong>L&#8217;indennità Inps è indispensabile a rendere meno problematica e meno affannosa la vita di coloro che non sono fisicamente e mentalmente autonomi.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-158334" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/10/salute-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" /></p>
<p><strong>Esistono diversi tipi di indennità Inps</strong> che vengono erogate a <strong>persone affette da malattie che rendono problematica e carica di sofferenze la loro esistenza.</strong></p>
<p>Per capire a quale criterio, appartenente al complesso mondo legato alla <strong>macchinosa burocrazia dell&#8217;Istituto Nazionale Previdenza Sociale,</strong> fa riferimento la propria patologia, occorre partire decisamente dall&#8217;inizio.</p>
<p>E di certo serve scandagliare fino in fondo le normative vigenti. E&#8217; indispensabile. E&#8217; chiaro che appare tutto più lineare nel momento in cui <strong>la malattia o la patologia è riconosciuta a tale punto di gravità,</strong> nel soggetto, &#8220;da produrre&#8221; sic et simpliciter una <strong>invalidità certificata.</strong></p>
<p>Quella che a sua volta conduce a due stadi di sussidio: <strong>la classificazione del livello di invalidità,</strong> calcolata in percentuale, in base alla quale scatta <strong>l&#8217;indennità.</strong></p>
<p>Stiamo parlando della la somma di denaro periodica di sostegno al soggetto fragile, e il <strong>cosiddetto accompagnamento.</strong> Quello che attenzione non è sempre scontato. Perché intercorre un filo sottile tra il livello di invalidità riconosciuta in una determinata percentuale e quest&#8217;ultimo.</p>
<h2>Il complesso mondo delle indennità Inps: dal riconoscimento dell&#8217;invalidità civile fino all&#8217;accompagnamento</h2>
<p><strong>Le menomazioni fisiche, naturalmente,</strong> sopra ogni patologia, aprono la strada ad un livello di invalidità che consente quasi sempre <strong>un robusto sostegno mensile.</strong></p>
<p>Perché sono quelle che <strong>non consentono di essere autonomi in alcun modo.</strong> Naturalmente parliamo di persone, di soggetti che soffrono, e con essi di famiglie che vivono veri e propri drammi infiniti.</p>
<p>Per questa ragione, per quanto sia necessario in un articolo informativo elencare &#8220;come e quando&#8221; arrivano le indennità Inps, <strong>non dimentichiamo mai che nessuna somma di denaro può alleviare determinati dolori, fisici e morali.</strong></p>
<p>Ciascun grado di invalidità prevede <strong>l’accesso a specifici trattamenti o agevolazioni</strong> che interessano differenti ambiti della cura della persona.</p>
<p>I primi benefici spettano già con una percentuale di invalidità piuttosto bassa. <strong>Si ha diritto a un primo &#8220;sussidio&#8221; già partendo da una percentuale del 33%.</strong></p>
<p>Tutto questo in crescendo, fino ad arrivare a quella <strong>invalidità totale, al 100%,</strong> che consente anche l&#8217;indennità di accompagnamento oltre che <strong>la pensione per invalidi civili.</strong></p>
<p>Senza dimenticare che questi ultimi, nettamente più svantaggiati rispetto al resto della popolazione, hanno <strong>percorsi riservati per quanto riguarda accessi a posti di lavoro, con concorsi e posti fissi ad essi riservati.</strong></p>
<h2>Indennità Inps e patologie mentali: un micromondo</h2>
<p>Attenzione alle <strong>sottili ma importanti sfumature che l&#8217;Inps</strong> &#8220;mette in luce&#8221; nel passaggio tra indennità di invalidità e sostegno di accompagnamento.</p>
<p>Una disparità che corrisponde in genere, a quei criteri di valutazione che si basano su <strong>visite periodiche con periti specializzati, finalizzate a verificare l&#8217;aggravarsi o il perdurare di determinate condizioni di salute.</strong></p>
<p>Anche perché l&#8217;accompagnamento potrebbe durare tutta la vita, quando <strong>il disagio fisico mina tutte le possibilità di autonomia. </strong>Ma occorre naturalmente sempre la controprova medica con test costanti sulle condizioni del malato.</p>
<p>Un micromondo invece, rappresenta la situazione di chi fisicamente è in perfette condizioni, ma <strong>è affetto da gravi patologie mentali,</strong> arrivate alla nascita o subentrate nel corso della propria esistenza.</p>
<p>Ci chiediamo allora quindi quali siano i complessi criteri di valutazione Inps. Quelli ch che servono a<strong> stabilire la portata di una malattia mentale rispetto alla percentuale di invalidità</strong> e stabilire rispetto ad essa un eventuale accompagnamento nel caso di situazione irreparabile.</p>
<p>Anche in questi casi valgono le regole generali che fanno accedere al diritto all’accompagnamento. <strong>Si valuta se il soggetto necessita di assistenza quotidiana e costante ed i suoi atti di vita quotidiani sono inattuabili senza l’aiuto.</strong></p>
<p>Anche nel caso della malattia mentale, dunque, si prende a riferimento questa condizione. Impossibile non immaginare anche qui che <strong>i soggetti e le famiglie non sono numeri o fogli di carta svolazzanti. Non sono documenti da catalogare e archiviare in un determinato modo.</strong></p>
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<p>Pensiamo alla <strong>schizofrenia, ai gravi disturbi della mente, ai deliri.</strong> Tutto questo limita fortemente l&#8217;autonomia della vita quotidiana, in particolare quando si è dipendenti dagli altri o peggio ancora si è un pericolo per se stessi e per le persone che ci sono accanto.</p>
<h2>Fisso mensile di oltre 500 euro per 12 mesi: ecco a chi spetta</h2>
<p>La risposta all’interrogativo giunge da una recente <strong>sentenza della Cassazione n. 15620/2021.</strong> I Giudici qui hanno stabilito che l’assegno di accompagnamento non spetta laddove il richiedente sia in grado di attendere agli atti essenziali di vita quotidiana. <strong>Ergo, indennità di invalidità sì, accompagnamento no.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;Inps &#8220;pretende&#8221; quindi il palese riscontro di patologie gravi come psicosi gravi. e croniche o schizofrenia.</strong> Si effettuano esami medici accurati e periodici, per arrivare a <strong>riconoscere un fisso mensile per almeno 12 mesi.</strong> In questo caso, ricordiamo che l’assegno di accompagnamento ha <strong>importo mensile di 522,10 euro per quest’anno.</strong> In caso di riconoscimento del diritto l’INPS paga l’indennità a partire dal mese successivo alla presentazione della domanda, sempre per un totale di un anno.</p>