Caffè, l’avete sempre fatto nel modo sbagliato? Il trucco per farlo perfetto

Fare un buon caffè non è facile, serve l’unione di tanti aspetti. C’è un trucco però per rendere questa bevanda perfetta.

Caffè (Pixabay)
Caffè (Pixabay)

Il caffè è una delle bevande più utilizzate e consumate. Questa aiuta nei momenti in cui si è un po’ giù oppure sostiene alcuni momenti di relax. Non ci vuole molto a fare un caffè: bastano acqua, miscela e macchina. La difficoltà è riuscire a farlo bene, una cosa non affatto scontata.

Molti sono sempre stati convinti che tutto dipendesse dalla miscela. Questa è molto spesso reputata la parte fondamenta di tutto. Più della macchina e dell’acqua ma non è proprio così. Alcuni studi scientifici hanno dimostrato come l’acqua sia importantissima per il risultato finale. E non è neanche scontata la scelta.

Si potrebbe pensare che l’acqua ideale sia purissima, distillata, deionizzata o ultrafiltrata ma non è così. Per un ottimo caffè non serve acqua distillata o demineralizzata, perché come hanno dimostrano le analisi sensoriali sono influenzate dalla presenza dei sali di calcio. La qualità, e il suo aumento, è proprio dato dalla durezza. Il calcio è, così, elemento importante per dare sostanza al caffè.

Caffè: ecco come deve essere l’acqua

Le caratteristiche di riferimento sono sostanzialmente tre. La prima è l’assenza di cloro non unicamente per il sapore ma per i composti che si formano e che creano un effetto ossidante. Po ci sono l’assenza di ammoniaca, composti solforati e ferruginosi e di odori derivati da alghe o muffe.

Per questo motivo, i migliori caffè si ottengono attraverso acqua che sia dura, alcalina, totalmente o parzialmente prive di sali di magnesio dal sapore amaro. Inoltre, come riportato da ilfattoalimentare.it, il calcio fa bene al caffè ma non alle macchine che a lungo andare potrebbero avere dei problemi al loro interno.

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In sintesi, per un buon risultato basta un’acqua con una buona quantità di sali minerali. Basterebbe quella del rubinetto, però, filtrata. Così da controllare la presenza dei sali minerali. Questo possibile lasciando l’acqua riposare, in frigo, in un contenitore aperto così da far scomparire il cloro. In alternativa basta un’acqua oligominerale non gasata con un determinato residuo fisso che sarebbe inferiore a 500 mg/l.

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