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<p><strong>Un cibo costoso, dal prezzo &#8220;impossibile&#8221; per la maggior parte delle persone, deve essere capace di conquistare il pubblico per una serie di elementi imprescindibili.</strong></p>
<figure id="attachment_152132" aria-describedby="caption-attachment-152132" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-152132" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/09/Cibo-AdobeStock-650x433.jpg" alt="Cibo (AdobeStock)" width="650" height="433" /><figcaption id="caption-attachment-152132" class="wp-caption-text">Cibo (AdobeStock)</figcaption></figure>
<p>Il &#8220;luxury food&#8221; deve essere bello da vedere, sensuale e magari anche tremendamente buono. Non per niente, in tal senso negli ultimi anni, è nata addirittura una filosofia alimentare dal nome <strong>food pornography</strong>, della serie quando il cibo è orgasmo puro. Intuito, passione, desiderio, prima ancora di coniugare il palato con la materia prima.</p>
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<h2>Cibo costoso: vincono rarità e stravaganza</h2>
<p>Dove se non nella Manhattan dei &#8220;ricconi&#8221;, cuore di New York City, puoi trovare i piatti più esclusivi? <strong>Prima di tutto si parte dalla rarità e dalla stravaganza del luogo di provenienza del prodotto, </strong>quel fattore che colpisce subito la curiosità. In grado, seduta stante, come una freccia, di centrare in pieno il &#8220;bersaglio&#8221;, in chi decide di <strong>&#8220;mettere mano al portafoglio&#8221;</strong> per vivere una esperienza unica al mondo. Prima ancora di avere mai assaggiato.</p>
<h2>Cibo costoso: le strade del luxury food</h2>
<p>Poi, non può mancare, <strong>la qualità assoluta della materia usata</strong>: una vaniglia tahiti più unica che rara, un filetto di manzo giapponese wagyu massaggiato a mano durante tutta la sua vita, un merluzzo coda nera delle profondità dell&#8217;Alaska, un rarissimo caviale iraniano o russo. Quando un ristorante punta tutto sul<strong> luxury food</strong>, decidendo apertamente di dedicarsi a un target di pubblico che può permettersi certi desideri inconsueti, deve rendere tutto perfetto. Soprattutto se si tratta di una ricetta che include <strong>ingredienti &#8220;dell&#8217;altro mondo&#8221;.</strong></p>
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<h2>Cibo costoso: operazioni marketing di non poco conto</h2>
<p>E&#8217; anche vero che gli attori, che le star, che gli artisti famosi, <strong>frequentano determinati locali anche per darsi un tono,</strong> nell&#8217;ambito di una indiscutibile operazione marketing di se stessi. Ma nella sostanza, il piatto che vanno ad assaggiare, pubblicizzato in pompa magna, <strong>deve davvero regalarti un&#8217;emozione unica e non può essere solo mera apparenza. Almeno si spera.</strong></p>
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<h2>Oro alimentare ovunque, ma sarà anche buono?</h2>
<p><strong>Piaccia o non piaccia, siamo nell&#8217;era dell&#8217;oro alimentare,</strong> non da indossare ma da mangiare. Ma, non si può ignorare il fatto che, soprattutto nel periodo post covid, siamo anche in <strong>pieno fermento di cambiamenti dal lato opposto.</strong> Quelli in cui la cucina corre veloce verso l&#8217;allontanamento graduale dal g<strong>ourmet sfrenato e insensibile alle esigenze della massa,</strong> riproponendo la cucina della nonna in chiave però ragionata e sensibile.</p>
<h2>Locali esclusivi per pochi eletti</h2>
<p>Da una parte, quindi, esistono ancora locali, pochissimi in realtà, che perseguono <strong>la linea del &#8220;lusso sfrenato&#8221;.</strong> <strong>Ore e ore di lavoro dietro la realizzazione di un piatto, costi di attrezzature elevatissimi,</strong> brigate fino a 30 cuochi e oltre. Un &#8220;pubblico&#8221; di commensali che si chiamano <strong>Kim Kardashian, Beyonce, Tom Cruise,</strong> per citarne solo alcuni.</p>
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<h2>Serendipity: 50 anni di stravaganze extra lusso</h2>
<p>A New York City, tra la seconda e la terza Avenue, esiste ancora uno dei locali più esclusivi al mondo, <strong>il Serendipity 3, a Manhattan, 50 anni di storia e oltre</strong>. E il loro piatto di punta, ad oggi quello più costoso al mondo, è addirittura un dolce e si chiama <strong>Serendipity Golden Opulence Sundae.</strong> Partiamo dall&#8217;inizio. Intanto qui, se te lo puoi permettere, avrai tutto quello che cerchi: <strong>cibi stravaganti provenienti dalle zone più incredibili del mondo</strong>, come un <strong>tè verde gyokuro selezione rarissima</strong>, che arriva da una zona sperduta del Giappone.</p>
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<h2>Un tè verde da 50 dollari a tazza</h2>
<p>Qui le donne, dalla raccolta alla pulizia delle foglie, lavorano a mano, non esiste una sola attrezzatura che contraddistingue il loro lavoro. Mettici poi la raffinatezza del ristorante, il fascino della location, ed ecco che una semplice tazza di tè può arrivare a costarti 50 dollari. Se poi ti convinci che ti fa anche bene e pubblicizzerai sul tuo profilo instagram che stai perseguendo <strong>una strada zen di cucina meditativa e salutistica</strong>, tutto sarà perfetto. Anche se, attenzione, anche il concetto dello zen è stato stravolto, rivoluzionato e capovolto del tutto a <strong>vantaggio del marketing.</strong></p>
<h2>Guarda nel menu: mille dollari per un dessert</h2>
<p>Se vuoi puntare al meglio, <strong>Serendipity</strong> ti prende per mano e ti porta sulla strada giusta. Il Il suo dessert appena citato può arrivare a costare mille dollari? Certamente, se la ricetta è incredibilmente esclusiva, se gli ingredienti che ne fanno parte <strong>per &#8220;gli esseri umani&#8221; sono introvabili.</strong> Ma almeno è davvero così buono? Nutriamo la speranza di sì, visto il prezzo proibitivo.</p>
<figure id="attachment_152120" aria-describedby="caption-attachment-152120" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-152120" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/09/gelatocostoso-650x371.jpg" alt="Il dessert da mille dollari del Serendipity (instagram)" width="650" height="371" /><figcaption id="caption-attachment-152120" class="wp-caption-text">Il dessert da mille dollari del Serendipity (instagram)</figcaption></figure>
<p><strong>Un calice di cristallo Baccarat, di quelli usati in Vaticano, rivestito con foglie di oro edibili 23 carati, mica uno scherzo!</strong> All&#8217;interno tre palline di gelato preparato con costosissima <strong>vaniglia tahiti</strong>, la spezia più cara al mondo in assoluto. U<strong>na glassa di cioccolato rarissimo, tartufo bianco, mandorle, frutta candita artigianale</strong> (la mano del cuoco che ci mette 3 giorni per la sola canditura). Ma non è finita: in cima, lassù, a questo monte irraggiungibile, alla portata solo di scalatori provetti&#8230;e facoltosi, <strong>c&#8217;è un fiore di zucchero, sempre placcato in oro, che richiede 8 ore di preparazione.</strong></p>
<h2>Cibo costoso: una sfida da vincere, uno schiaffo alla crisi</h2>
<p>Avrete capito che non siamo di fronte al top del top dei sapori, non avrete un&#8217;emozione stile orgasmo sensoriale al primo assaggio. <strong>L&#8217;oro alimentare,</strong> per chi lo ha mangiato e lo sa, è decorazione, è lusso, ma non ha gusto. Ma è l&#8217;ambiente, sono gli ingredienti, è l&#8217;operazione di marketing che c&#8217;è dietro a fare la differenza. E se i conti tornano, per un locale del genere, <strong>hanno vinto certamente la difficile sfida che hanno deciso di intraprendere.</strong> Il dessert più costoso al mondo, quello che vi abbiamo appena raccontato, è stato presentato alla stampa internazionale in occasione del 50esimo anniversario del locale.</p>
<h2>Ed ecco il fuori menu: 25mila dollari per un gelato</h2>
<p>A onor del vero, fuori menu, il record appartiene, rimanendo sempre in queste quattro mura, al <strong>Frrrozen Haute Chocolate Ice Cream Sundae</strong>, che fu creato qualche anno fa. Meglio una bella auto o un dessert al prezzo, udite udite, di <strong>25mila dollari</strong>? A voi la scelta! Bicchiere tempestato di diamanti, caviale iraniano, selezioni di cioccolato svizzero esclusive, oro un pò ovunque. E&#8217; ancora possibile ordinarlo: ma con almeno dieci giorni di anticipo perchè i prodotti non sono disponibili al momento ma ovviamente verranno acquistati solo su richiesta. Da mangiare almeno una volta nella vita, per poter dire io c&#8217;ero! Sempre che potete! Se potete beati voi.</p>
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<h2>Uova di storione: il caviale fa sempre scena</h2>
<p>Dal piatto più costoso al mondo, all&#8217;ingrediente più costoso al mondo, quello che da sempre conquista i palati più fine. Ma almeno, consentitemi, qui di gusto ce n&#8217;è abbastanza da giustificare la spesa. Sempre per chi si può permettere un caviale <strong>Beluga rarissimo russo.</strong> <strong>Le uova di storione sono così care nel prezzo</strong> perchè il pesce ne produce pochissime, e solo in determinati periodi dell&#8217;anno. E quindi si tratta di una materia difficilmente reperibile.</p>
<p>Così come vale la pena assaggiare, almeno una volta nella vita, le ostriche Krystale Normandia n. 2: 50 dollari per assaggiarne 10. Provare per credere.
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