Dipendente Atac malata da 12 mesi: il retroscena del B&B alle Canarie

Una dipendente Atac è stata beccata alle Canarie mentre era ufficialmente in malattia. A tradirla un episodio in particolare, ora è sotto indagine.

Dipendente Atac (Facebook)
Dipendente Atac (Facebook)

Quanto leggerete è una storia tutta italiana. Una dipendente Atac ha approfittato dello stato malattia per un anno mentre era alle Canarie. Una storia da film comico ma che, invece, è realmente accaduta con tutte le conseguenze del caso.

Alle Canarie non era solo per rilassarsi ma per aprire la sua attività: un bed & breakfast. Dopo un anno, la dipendente dell’agenzia del trasporto autoferrotranviario di Roma, si è completamente tradita da sola. Ora, le indagini sono in corso e, probabilmente, presto scopriremo la decisione su suo conto.

Tutta la vicenda è stata riportata da Il Messaggero, il quotidiano che svelato come la 50enne si sia trasferita in piena pandemia. Il trasferimento era giustificato con un periodo di assenza giustificata causa malattia. Un periodo, però, davvero lungo dato che è passato più di un anno. In quest’anno ha ricevuto regolarmente lo stipendio dalla società con cui lavora.

Dipendente Atac alle Canarie: ecco cosa l’ha tradita

La donna, alle Canarie, si è data all’imprenditoria aprendo un bed & breakfast sulla spiaggia di Playa Puerto Rico. E nel mentre, dall’Italia arrivava puntualmente il suo stipendio. Fino ad oggi quando si è tradita, inconsapevolmente, tramite social.

Sui social, aveva una certa attività e ripete sempre la parola “Benessere“. Nessuno avrebbe mai immaginato il vero significato che si celava dietro quella parola. L’errore è arrivato quando ha iniziato a postare foto alle Canarie con didascalie del tipo “nuova vita”. Foto che non riguardavano una donna in un viaggio di piacere ma anche la sponsorizzazione della sua attività, con tanto di pubblicità fatta sulla pagina web ufficiale dell’ente turistico locale.

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La scoperta ha fatto infuriare tutti. L’Atac ha avviato un’indagine interna per risalire ai motivi che hanno portato a tale situazione. Mentre l’Inps ha confermato come i certificati erano delle copie e non originali. Ora, la dipendente è sospesa dall’incarico di capostazione e saprà a breve se tutto questo causerà il suo licenziamento.