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<p><strong>Un autentico colpo di scena che arriva dall&#8217;America potrebbe farci far luce sulle vere origini del Covid. La scoperta di un ricercatore è clamorosa.</strong></p>
<figure id="attachment_140366" aria-describedby="caption-attachment-140366" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-140366 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/06/Ricercatore-Covid-AdobeStock-1.jpg" alt="Ricercatore Covid (AdobeStock)" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-140366" class="wp-caption-text">Ricercatore Covid (AdobeStock)</figcaption></figure>
<p><strong> </strong>Sappiamo bene come l&#8217;inizio di tutto sia ancora avvolto nel mistero. Le vari ipotesi non hanno mai trovato conferma. Ma proprio in questo periodo, un ricercatore ha trovato su Google Cloud, ben <strong>tredici</strong> sequenze genetiche del Covid che erano sparite da un archivio scientifico.</p>
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<p>Il ricercatore è <strong>Jesse D. Bloom</strong> che ha pubblicato il riepilogo del suo lavoro sul server bioRxiv del Cold Spring Harbor Laboratory. Quello che si evince è che ci sarebbero state diverse varietà di virus che circolavano nella città di Wuhan ben prima del dicembre 2019.</p>
<p>La scoperta del ricercatore che lavora presso il <strong>Fred Hutchinson Cancer Research Center</strong> non è ancora stata sottoposta ad analisi critica. Questo, però, non ha smorzato l&#8217;enorme interesse che si è creato nell&#8217;ambiente scientifico. Alcuni scienziati ne hanno sottolineato l&#8217;importanza in un reportage del <strong>New York Times</strong>.</p>
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<h2>Covid, la scoperta che potrebbe cambiare tutto</h2>
<p>La scoperta di <strong>Bloom</strong> è solo parziale dato che le sequenze genetiche scomparse sono 241. Questa scoperta non smentiscono le due piste principiali: da una parte la contaminazione avvenuta nel <strong>mercatino umido di Wuhan</strong> e dall&#8217;altra l&#8217;incidente del <strong>laboratorio virologico</strong>, che ha portato anche i ricercatori a contagiarsi.</p>
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<p>Sicuramente questa enorme scoperta potrebbe portare altri dettagli molto importanti per capire da dove sia partito tutto. In questo, iniziale, scenario l&#8217;idea che viene in mente è quella <strong>dell&#8217;insabbiamento</strong> e del <strong>depistaggio</strong>.</p>
<p>Il caso è sicuramente sconcertante dato che le sequenze sono state catalogate da un team cinese, tra cui compariva lo scienziato <strong>Aisi Fu</strong>. Queste erano state archiviate in una banca dati, il <strong>Sequence Read Archive</strong>, gestito dalla National Library of Medicine che fa capo al governo federale degli Stati Uniti.</p>
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<p><a href="https://www.chenews.it/2021/06/18/covid-19-pandemia-cani/"><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; Covid-19, la pandemia sarà sconfitta grazie ai cani? (VIDEO)</strong></a></p>
<p>Però, una parte sono sparite e alcune recuperate da <strong>Bloom</strong>. Le idee sono molto, anche quella che sia stato lo stesso scienziato a cancellarle dato che lui avrebbe potuto. Resta il fatto che in questo caso si muoverà l&#8217;<strong>intelligence Usa</strong>, dato che il presidente <strong>Joe Biden</strong> ha chiesto un nuovo rapporto sulle origini del virus entro fine luglio.
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