Nuovo attacco al Ddl Zan: “Parlare male dei pedofili sarà un reato?”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:48

Simone Pillon attacca nuovamente il Ddl Zan. A suo dire potrebbe rendere illegale l’uso di parole dispregiative nei confronti dei pedofili.

Ddl Zan - Pedofilo (AdobeStock)
Decreto Zan – Pedofilo, immagine di repertorio (AdobeStock)

Il Ddl Zan in queste settimane ha creato una vera e propria spaccatura all’interno della maggioranza. In merito a questa novità legislativa esistono essenzialmente tre scuole di pensiero: una che crede che questa norma sia essenziale, una che la ritiene non urgente in questo momento storico dell’Italia e un’altra sicuramente più estremista che si oppone fermamente a questa legge.

Tra i più fermi oppositori di questa legge c’è Simone Pillon, della Lega, che ogni giorno sui propri social posta articoli di giornali e messaggi che denigrano l’importanza del Ddl Zan. In particolare il politico bresciano si è opposto fermamente a questa nuova norma sia in parlamento che fuori.

Ddl Zan: proseguono le polemiche

L’ultima trovata tirata fuori da Pillon riguarda la pedofilia. Il politico leghista questa mattina ha infatti postato alcune frasi del dottor Carlo Nordio. Secondo loro, infatti, con l’entrata in vigore del Ddl Zan potrebbe essere punita “ogni espressione contraria” a questo tipo di pratica.

Naturalmente l’errore di Pillon sta alla base. L’omosessualità è un orientamento sessuale, mentre la pedofilia è a tutti gli effetti un disturbo della preferenza sessuale. Un disturbo, non un orientamento, peraltro già ampiamente affrontato da diversi psicologi. Inoltre, cosa di certo non secondaria, la pedofilia nel nostro paese è un reato punito dalla legge.

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L’errore (piuttosto grave), ci sembra alquanto strano che venga fatto da una persona come Pillon, che è laureata a pieni voti proprio in Giurisprudenza. Insomma, rispettando le idee politiche di ognuno, possiamo affermare con assoluta certezza che il Ddl Zan non renderà “legale” la pedofilia. Una cosa è un orientamento sessuale, un’altra un suo disturbo che va curato e che se praticato porta addirittura alla galera.