Esclusiva, Danilo Bertazzi: “Torno in TV con un nuovo programma” (VIDEO)

Danilo Bertazzi, per anni il Tonio Cartonio della Melevisione, ci ha raccontato in esclusiva i suoi progetti per il futuro.

danilo bertazzi tonio

Danilo Bertazzi è noto al grande pubblico per il suo ruolo di Tonio Cartonio nel programma cult la Melevisione. Dopo aver allevato televisivamente un’intera generazione di bambini, l’attore originario di Chivasso, si è dedicato ad altri lavori, in particolare è stato impegnato come autore di programmi sulla rete tematica Rai YoYo.

Durante un’intervista esclusiva rilasciata a CheNews.it, Danilo Bertazzi ci ha parlato dei suoi progetti per il futuro. In particolare ci ha annunciato che presto tornerà in video con un nuovo programma che si chiamerà “Calzino”. La nuova trasmissione, in onda su Rai YoYo, verrà sceneggiata da Janna Carioli, Luisa Mattia, Lorenza Cingoli e Martina Forti. Quattro donne che sono una vera e propria garanzia per la Rai visto che erano alle spalle anche del progetto Melevisione.

Come nasce la tua passione per questo lavoro?

Nasce passando casualmente davanti ad una scuola di teatro a Torino. A quel punto mi son fermato, poco dopo ci sarebbe stata la facoltà di architettura, che avevo intenzione di fare, invece mi sono fermato prima. Probabilmente era una passione che era già in me e da lì è cominciato tutto. Ho avuto la fortuna di scegliere presto cosa fare da grande. Avevo 22 anni. Fortunatamente ho cominciato subito a lavorare in Rai, in radio.

Mi racconti come è nato il progetto Melevisione?

Casualmente. Ho saputo di questi provini che facevano nella sede Rai di Torino e sono andato a farlo. Ho portato un pezzo del Pinocchio di Rodari che avevo fatto in teatro. Probabilmente quello è piaciuto e hanno scelto me. Non immaginavo che poi quel progetto avrebbe riscosso tutto quel successo.

Era una scommessa per tutti quanti, anche per la Rai stessa e per gli autori. In quel frangente si andava a raccontare qualcosa usando i personaggi classici dell’immaginario infantile: streghe, lupi, gnomi, fate. Quello era un periodo in cui i cartoni animati giapponesi e coreani andavano per la maggiore. È stata una scommessa vinta, ma non immaginavamo tutto quel successo.

Ti è pesato negli anni successivi il personaggio di Tonio Cartonio? Ti capita ancora per strada di venire identificato con quel nome?

È stato impegnativo perché alla fine il personaggio è andato forse a coprire un po’ quello che era l’attore. Questo però capita anche a molti attori che interpretano un personaggio molto amato. Ora comunque ho fatto pace con Tonio, siamo buoni amici, buoni parenti. Mi capita ancora che mi chiamano con quel nome. Anche sui social o per messaggio mi scrivono sempre: “Ciao Danilo, scusami, ma per me sarai sempre Tonio”.

Senti non so se lo sai. Esiste una pagina Facebook che conta quasi 85mila iscritti dal nome: “Bambini che l’11 settembre 2001 stavano guardando la Melevisione”. Molti si chiedono come finiva quella puntata, se te lo ricordi. Personalmente mi ha sempre colpito che un dramma collettivo come quello venga legato per una generazione intera a quel programma.

Io me lo ricordo come finiva quella puntata perché sono andato in Rai a cercarmela. Io ne ho fatte credo 700-800 puntate, quindi ricordarmele tutte sarebbe impossibile. Circa 2 anni fa, in occasione del ventennale della Melevisione, ho fatto questa ricerca. Era apparso sui social, infatti, un post dove un ragazzo si chiedeva cosa stessi facendo con lo spago giallo durante quella puntata.

Io ho fatto tantissime manualità durante gli anni lì alla Melevisione. Sono andato allora a controllare, anche perché ad un certo punto c’è stata una sorta di memoria collettiva che tutti si ricordavano di questo spago giallo. C’è stato l’effetto Mandela. Sono andato a controllare e in realtà io non avevo nessuno spago giallo. Quella puntata era una replica. A settembre noi eravamo in studio a girare le puntate nuove. Era una replica di una puntata credo trasmessa ad aprile.

Era il compleanno di principessa Odessa, s’interrompe la puntata nel momento in cui io la sto rimproverando perché fa la capricciosa come sempre. In mano non avevo niente, non avevo lo spago giallo. La manualità di quella puntata erano in realtà dei festoni di carta con degli anelli di cartoncino. Nessuno spago giallo. La puntata finiva bene come tutte, avremmo fatto la festa a sorpresa a principessa Odessa. Sarebbe poi arrivata fata Gaia, la strega e tutti quanti a festeggiarla. Quello era il finale di quella puntata, ma non si interrompeva mentre facevo una manualità.

Voi avevate solo quello da vedere perché non esistevano le piattaforme streaming, YouTube e altro. Quindi è successo che una generazione intera di bambini italiani hanno visto questa interruzione. Io non so poi voi come avete vissuto quello che effettivamente è successo.

Io mi ricordo che eravamo in studio quel giorno e ci siamo fermati anche noi ovviamente. Non abbiamo più registrato la puntata quel giorno perché era impossibile avere uno spirto allegro. La sensazione che ho avuto è che stava cambiando qualcosa. Un po’ come anche questa pandemia.

Quando è esplosa un anno fa ci ha colti tutti di sorpresa, non avevamo mai avuto a che fare con una pandemia. Almeno non la nostra generazione. La stessa cosa è accaduta con quell’attentato terribile. Il mondo dei bambini è un mondo fantastico, quindi è possibile che i bambini si siano sentiti “invasi” da questa cosa. Come se gli adulti gli avessero portato via questo loro mondo magico.

Loro vedevano la Melevisione con gli occhi dell’infanzia, che ti fanno credere che veramente la strega esiste e faccia incantesimi. Sono occhi con cui dovremmo tornare a guardare il mondo anche noi adulti.

Oggi con il digitale terrestre la tv si è settorializzata. Programmi come la Melevisione e suoi simili sono stati trasferiti su Rai YoYo, pensi sia un bene o un male?

Bisogna sempre andare avanti. C’è molta più offerta, quindi c’è anche molta più difficoltà nel saper scegliere quali sono i programmi che possano far bene al cervello di un bambino. Loro sono una spugna, assorbono, quindi è importante dare a loro un prodotto di qualità, che aiuti a crescere.

La maggior parte dei tuoi lavori riguarda i bambini, perché?

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Non lo so, così è andata. Credo che sia dovuto proprio al grosso successo di Melevisione, non mio in particolare. In tv è un po’ così, per gli attori è così, entri in un ruolo e non riescono più a vederti in un ruolo diverso. Succede, senza fare paragoni, anche agli attori di Hollywood. Le offerte che ho avuto riguardavano sempre il mondo e la comunicazione con i bambini. Questa è una cosa che mi piace molto, che penso di saper fare.

Quando arrivi ad avere anche un po’ di anni e provi a guardarti indietro e chiederti come sarebbe potuta andare, alla fine la risposta che ti dai è che è andata così e basta. Forse mi sarebbe piaciuto fare il cinema, ma ai miei tempi dovevi stare a Roma per farlo. In ogni caso sono contento perché questi anni passati a parlare con i bambini mi hanno permesso di acquisire una certa esperienza.

Infatti 3 anni fa ho poi accettato di diventare autore di un programma per bambini e per me è stata un’esperienza bella che continuo a vivere. Sono autore del programma La posta di YoYo su Rai YoYo. Quella è stata una scommessa per me perché ho sempre fatto l’attore e non l’autore.

Per me però è stato fondamentale lavorare con i copioni di Melevisione scritti da degli autori meravigliosi. Loro sono stati il mio punto di riferimento. Sicuramente quando scrivo io penso a come dovrebbero essere recitate le battute, quindi cerco di interpretarle e mi rendo conto che non è facile il ruolo dell’autore. Mi rendo conto che gli autori di Melevisione erano davvero bravi ad inventare storie, quella era una fiction in pratica. Quella che scrivo io invece è una sit-com in diretta. Melevisione durava 20 minuti era difficile da scrivere.

Che tipo di consumatore televisivo sei? Cosa ti piace guardare?

Sono un pessimo consumatore televisivo. La guardo poco. Mi interesso ad alcuni programmi ai quali sono affezionato. Seguo le serie, i vecchi film su altre piattaforme. Con l’arrivo di Netflix, Prime eccetera c’è stato un abbassamento di offerta per quanto riguarda i film in tv. Ritrasmettono sempre gli stessi.

Io non amo molto i talk. Non seguo i reality, non mi appassionano. I varietà che c’erano una volta non ci sono più. Seguo poco la tv anche perché vado a dormire presto. Mi piace il cinema, i thriller, le spy story e gialli.

Ricordi invece la televisione della tua infanzia, chi era il tuo idolo?

Quando ero piccolo io, parecchi anni fa, c’era il Mago Zurlì, ma io non amavo molto Lo Zecchino d’oro. Io sono cresciuto con mia nonna e lei me lo faceva guardare perché le piaceva, ma io non sopportavo quei bambini che cantavano. Forse c’era già una forma di competizione da piccolo verso gli altri bambini.

Se devo pensare ad un personaggio della mia epoca c’era Mago Zurlì. Quando ero piccolo c’era poi Napo orso capo, mi piaceva Mr. Magoo, poi c’erano le comiche il sabato mattina, quando si tornava a scuola a pranzo. C’era poi anche Scooby-Doo.

Hai fatto alcuni programmi di cucina per bambini e so che ti piace molto cucinare. Cosa ne pensi dell’exploit di programmi come MasterChef?

Qualche volta guardo i programmi a tema cucina, mi divertono, li trovo leggeri e riesco ad appassionarmi. Ad un certo punto c’è stato un boom e anche io sono rientrato in questo. Ad un certo punto tutti cucinavano in tv, quindi anch’io ho fatto questo programma che avevo ideato insieme a Martina Forti che è un’autrice della Melevisione. Avevamo messo su questo format di cucina per bambini. Purtroppo è andato in onda solo un anno perché ci sono stati dei problemi. Mi spiace perché mi piaceva molto.

Quello però è servito a far si che Melevisione mi rivolesse nel Fantabosco come cuoco. È stato strano tornare a lavorare con gli stessi attori con i quali mi ero rapportato da Tonio. Anche quella però è stata una bella esperienza.

So che sei un po’ ipocondriaco. Come stai vivendo questa pandemia?

Ho fatto il vaccino l’altro giorno e sono molto felice. Non vedo l’ora di fare il richiamo. L’ho vissuta con molta apprensione. Mi sono ritrovato a dover restare chiuso in casa perché ero in attesa di un intervento al cuore e non potevo rischiare. Ho vissuto 3 mesi rinchiuso con gli amici, che bontà loro, venivano a portarmi le cassette di frutta, verdura, la spesa fuori dalla porta. Quindi ero proprio recluso.

Dopo l’intervento, che è andato bene per fortuna, sono stati tre alla fine gli interventi, ho continuato ad avere un po’ di paura. Mi sentivo più fragile. Spero che quest’incubo passi per tutti al più presto. Mi spavento molto però quando vedo che si abbassa la soglia d’attenzione. Non siamo ancora fuori e bisogna seguire quelle poche regole che ci servono per andare verso la fine senza fare passi indietro.

Si parla molto della Legge Zan, anche tu ti sei esposto in prima persona sui social. Visto che lavori con i bambini però ti chiedo: non si potrebbe anche prevenire tutto questo con una tv che inciti meno all’odio e maggiormente al rispetto?

Quella di oggi è una tv che incita all’odio. Io credo però che per fortuna i bambini siano ancora protetti da una televisione o prodotti violenti. È importante che ci sia sempre una supervisione da parte degli adulti. È difficile spiegare molte cose ai bambini come la violenza o la morte.

Io penso che noi adulti dobbiamo guardare il mondo con gli occhi dei bambini. Quindi dobbiamo cercare di guardare il prossimo con fiducia, senza diffidenza, avere una curiosità verso tutto, verso gli altri, verso il mondo. Avere anche curiosità verso chi è diverso da noi, perché siamo tutti diversi, siamo unici.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Stai lavorando a qualcosa di nuovo?

Il programma con Geppi è stata una cosa meravigliosa e improvvisa. È successo per caso ed è stato fantastico. Per prima cosa c’è stato il ritorno su Rai 3, la mia rete, dopo tanti anni e poi io non sapevo niente, gli autori non mi dicevano niente. Non sapevo cosa sarebbe successo e quindi sono stato più spettatore. Mi sono divertito molto e questa è una grande fortuna. Inoltre, soprattutto in questo periodo, è davvero un privilegio poter lavorare così difficile per i lavoratori dello spettacolo. Quindi io in questo mi sento davvero un privilegiato e ne sono consapevole.

Per quanto riguarda il futuro ti posso dire che tornerò a parlare con i bambini davanti ad una telecamera. È un programma Educational per bambini dai 3 ai 5 anni. Ci sarò io e un calzino spaiato, con cui mi confronterò. Non lo muoverò io. Questo sarà un programma con il quale si proverà a giocare ed insegnare ai bambini con la musica, con le parole, con le lettere.

Io al momento non ho ancora visto un copione. So a grandi linee come sarà il programma. Andrà in onda nella prossima stagione televisiva, quindi tra ottobre, novembre. La messa in onda dovrebbe essere al mattino, ma non lo so ancora perché il palinsesto non è stato ancora ufficializzato. Sempre su Rai YoYo. La cosa meravigliosa è che torno a lavorare con le autrici di Melevisione. Questa è una cosa bella, un po’ un ritorno al passato. Sono molto emozionato all’idea di tornare a parlare con i bimbi. Sicuramente molti genitori di questi bambini sono stati i miei bimbi. Sarà molto bello e sono sicuro che sarà emozionante per me.