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<p><strong>Secondo alcune indiscrezioni, Fedez potrebbe essere bandito dalla televisione pubblica. Chi è stato bandito dalla RAI prima di lui?</strong></p>
<figure id="attachment_134161" aria-describedby="caption-attachment-134161" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-134161 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/05/Fedez-Rai-Getty-Images.jpg" alt="Fedez - Rai (Getty Images)" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-134161" class="wp-caption-text">Fedez &#8211; Rai (Getty Images)</figcaption></figure>
<p>Dopo le polemiche scaturite dalle affermazioni sul palco del concertone <strong>primo maggio</strong>, pare che Fedez stia per vedersi concretizzata l&#8217;accusa di censura che aveva mosso ai <strong>vertici Rai</strong>.</p>
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<p>Potrebbe essere bandito dalla partecipazione alle trasmissioni della televisione pubblica.</p>
<p>La situazione ha suscitato scandalo e riprovazione, ma in realtà non è affatto inedita. Dall&#8217;<strong>Editto Bulgaro</strong> ai tempi della censura targata <strong>DC e socialisti</strong>. Le vittime illustri delle logiche politicistiche di lottizzazione a cui risponde Viale Mazzini sono state svariate.</p>
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<p>Ecco le cinque (+1) più illustri, a nostro avviso. Nonostante l&#8217;alternanza di partiti, correnti e movimenti politici diversi tra loro, nonché dei numerosissimi esecutivi tra Prima e Seconda Repubblica, <strong>il sistema Rai</strong> non è mai cambiato davvero.</p>
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<p>I personaggi più in auge del servizio pubblico, sono sempre stati al centro dell&#8217;attenzione. La prudenza e il <em>bon ton</em> politico è sempre stata la premessa necessaria all&#8217;agibilità televisiva. Ogni mancata considerazione del sempre delicato equilibrio tra i partiti è stato punito senza pietà.</p>
<p><a href="https://www.chenews.it/2021/05/03/dirigente-rai-censurare-fedez/"><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; Chi è la dirigente Rai che voleva censurare Fedez?</strong></a></p>
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<h2>Ecco chi sono i magnifici cinque censurati e interdetti dalla Rai</h2>
<figure id="attachment_134168" aria-describedby="caption-attachment-134168" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-134168 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/05/Tognazzi-Rai-Getty-Images.jpg" alt="Tognazzi - Rai (Getty Images)" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-134168" class="wp-caption-text">Tognazzi &#8211; Rai (Getty Images)</figcaption></figure>
<p>Nel 1959, l&#8217;attore <strong>Ugo Tognazzi</strong>, volto arcinoto della commedia all&#8217;italiana, è stato bandito addirittura per lesa maestà. Durante il programma <em>Uno Due Tre</em> con Raimondo Vianello, Tognazzi riprese l&#8217;episodio della caduta del Presidente della Repubblica Gronchi, che cadde da una sedia preparata per lui a La Scala di Milano. Omessa da organi di stampa, la gag del programma andò in onda senza riferimenti alla prima carica dello stato. Ma provocò ugualmente la chiusura del programma.</p>
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<p>Dal carattere più eminentemente politico, invece, l&#8217;interdizione del premio Nobel <strong>Dario Fo</strong>. A <em>Canzonissima </em>del 1962 il teatrale Fo vestì i panni di un costruttore restio a dotare di misure di sicurezza i lavoratori e le strutture della propria azienda. Dopo che la faccenda giunse addirittura in Parlamento con alcune interrogazioni, a Dario Fo non fu più permesso di partecipare al programma.</p>
<p>Più recenti, e quindi anche più scandalose, le vere e proprie epurazioni del 2001 per manifesta volontà di <strong>Silvio Berlusconi</strong>, paradossalmente anche imprenditore televisivo. In un solo colpo, con la fatwa dell&#8217;Editto Bulgaro, di un giornalista del calibro di <strong>Enzo Biagi</strong>, del conduttore televisivo e analista politico <strong>Michele Santoro</strong> e del comico <strong>Daniele Luttazzi</strong>. Tutti loro, erano alla testa di programmi di grande successo. Da loro sarebbe venuto &#8220;uso criminoso&#8221; della TV pubblica, secondo l&#8217;allora premier, che era preciso dovere della nuova dirigenza Rai stroncare.</p>
<h2>Nuove logiche, vecchi problemi</h2>
<p>Dopo Berlusconi, anche <strong>Matteo Renzi</strong>, protagonista di una riforma tanto controversa quanto inefficace di Viale Mazzini, ha imposto dimissioni e censure. É il caso di <strong>Giovanni Floris</strong> conduttore di <em>Ballarò </em>che dopo diresse un&#8217;intervista considerata dai toni troppo aspri con l&#8217;ex Presidente del Consiglio. Al centro proprio i temi della Rai. Una riorganizzazione più subdola dei palinsesti, ma non per questo dagli intenti meno censori.</p>
<p><a href="https://www.chenews.it/2021/05/04/fedez-santoro-grillo-bandito-rai/"><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; Fedez come Santoro e Grillo? Potrebbe essere bandito dalla Rai</strong></a></p>
<p>Ora, con la dirigenza nominata dai vertici dell&#8217;allora governo gialloverde, la storia pare ripetersi ancora. Il principio, rimane lo stesso: controllare <strong>l&#8217;autonomia di pensiero del servizio pubblico</strong>, percepito ancora in senso pedagogico, e tenerlo separato dal dibattito politico. Quanto a lungo può funzionare?
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