Covid, sindaco arrestato: quello che ha fatto con le mascherine è terribile

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:55

Incredibile quanto sta accadendo nella provincia di Milano. Un sindaco è accusato di svariati crimini durante questa pandemia da covid.

Mascherina anti-covid - immagine di repertorio (Google Images)
Mascherina anti-covid – immagine di repertorio (Google Images)

Oggi le mascherine si trovano un po’ ovunque. C’è stato un periodo però in cui questo strumento di prevenzione era praticamente rarissimo in Italia. Non avendo noi un’industria che le producesse abbiamo dovute in un primo momento importarle. All’epoca quindi avere delle mascherine era davvero complicatissimo.

Stiamo parlando naturalmente dell’alba di questa terribile pandemia da covid che purtroppo tutt’oggi perdura. A quanto pare però un sindaco, approfittando della propria posizione, all’epoca, avrebbe fatto scorta di mascherine per uso privato.

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Non solo le mascherine, piovono accuse sul sindaco

Da come si legge dalle pagine del Fatto Quotidiano, infatti, il primo cittadino di Opera, in provincia di Milano, sarebbe oggi sotto accusa. A quanto pare avrebbe sottratto le forniture di mascherine destinate ad rsa e farmacie per distribuirle ad amici e parenti. L’uomo, esponente del centro-destra, sarebbe già stato arrestato dai carabinieri e ora sarebbe ai domiciliari.

Ad incastrare il sindaco ci avrebbero pensato alcune intercettazioni. In queste infatti l’uomo chiederebbe ad un dipendente della farmacia comunale di mettergli da parte 500 mascherine per lui. In un’altra addirittura c’è un colloquio con un direttore di una rsa in cui i due si mettono d’accordo per spartirsi le mascherine in cambio della presenza del primo cittadino nella struttura a fare “due foto”.

Non è tutto però. Al sindaco di Opera, infatti, sarebbe stato imputato anche di aver favorito una speculazione sull’acquisto di termoscanner. A quanto pare questi strumenti sarebbero stati venduti al triplo rispetto al normale prezzo di mercato con un enorme dispendio di denaro pubblico.

In verità l’indagine non era certo partita per qualche mascherina sparita. Ad insospettire gli inquirenti, infatti, erano stati alcuni appalti pubblici. Si è così giunti alla conclusione che l’uomo avrebbe anche interferito in alcune procedure di gara per l’assegnazione di lavori pubblici. Subito è arrivato il tweet polemico anche di Nicola Morra visto che il sindaco in questione aveva attaccato i parlamentari tempo definendosi un “comune mortale che lavora per sua comunità”.