Il Movimento sul ciglio del baratro, ipotesi piattaforma Rousseau

C’è anche l’ipotesi piattaforma Rousseau tra le strade che portano il Movimento Cinque Stelle alla rivelazione della sua posizione. 

I cinque stelle sono al bivio finale, quello in cui decideranno se anteporre il bene del paese ad una linea politica tradita fin dalla nascita. Erano partiti per aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, ormai tre anni dopo la storia ci ha consegnato racconti diversi. L’ipotesi Draghi sarebbe solo la rivelazione finale: il populismo, non è realtà. E’ chiaro che fare una maggioranza senza il partito maggiormente suffragato sarebbe l’apoteosi dell’assassinio democratico, un momento in cui si decreta l’inutilità delle consultazioni. E’ pur vero che sono finite le combinazioni perché si crei una maggioranza stabile. L’ideologismo che ha contraddistinto il Movimento è stato certamente uno dei motivi per cui non si è raggiunti il compromesso sul Conte ter: nessuna discussione sul reddito di cittadinanza e nessuna apertura al Mes. Due temi che per Italia Viva erano di vitale importanza, costringendo il Pd ad osservare un braccio di ferro che ha visto prevalere chi aveva meno da perdere.

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Il Movimento sul ciglio del baratro, ipotesi piattaforma Rousseau: il Movimento potrebbe tornare alle origini

L’ira furente di Dibba ha scatenato la crisi nel Movimento. Sanno un po’ di parole da mercante quelle che avrebbe pronunciato il Che di Roma nord, che negli scorsi giorni aveva confessato che oramai lui era diverso. Il suo atteggiamento era costruttivo nei confronti della politica del Movimento e non distruttiva. Meno male.

Prima la minaccia di portare la decisione sulla piattaforma, tornando allo stato embrionale del Movimento. Quando i candidati venivano scelti con le parlamentarie. Poi lieve come solo lui sa essere, scrive così sul suo profilo facebook “Le pressioni saranno fortissime. Vi accuseranno di tutto. Di essere artefici dello spread. Di irresponsabilità. Di blasfemia perché davanti all’Apostolo Draghi non vi siete genuflessi. Voi non cedete – scrive il leader della frangia più garibaldina. Questa “manovra” è stata pensata ad hoc per indebolire il Movimento e plasmare il Recovery ad immagine e somiglianza di Confindustria.