E’ tornata la bicamerale, da D’Alema a Renzi: dieci anni di cosa?

Dopo quasi vent’anni torna la bicamerale, storia di misure vetuste

trasmissione Ballarò in onda su Rai Tre, nella foto Massimo D’Alema

In Italia esiste una strana passione, prendere misure molto vecchie. Che tendenzialmente hanno già gravemente fallito, preferibilmente almeno una ventina d’anni prima. Spolverarle, come si fa con i vecchi cimeli, e poi riportarle al centro del dibattito pubblico. Un esempio? Andare alla voce patrimoniale per chiarimenti.

E allora per abbattere i tempi imposti dalla crisi di governo, da Italia Viva arriva la proposta della bicamerale. Due commissioni, a prescindere dall’esito del tavolo guidato da Fico. Ne ha parlato ieri Roberto Giachetti, ex radicale  “È indispensabile intervenire non solo sulla legge elettorale — ha spiegato Giachetti — ma anche su alcuni indispensabili interventi costituzionali che consentano al Paese di uscire dallo stallo con il quale conviviamo da anni”.

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E’ tornata la bicamerale, da D’Alema a Renzi: dieci anni di cosa? Come si costituisce la nuova commissionE

Secondo i programmi, la bicamerale dovrebbe essere guidata da un membro delle forze di opposizione. Lasciando in disparte la posizione dei partiti. Il lavoro dovrebbe essere orientato ad operare su temi condivisi. Se si dovesse andare incontro ad una legge elettorale per esempio Italia Viva si esprimerebbe in favore solamente di una legge proporzionale.

La formulazione, secondo Giachetti, il promotore di questa legge si costruisce su quella che è l’idea della Commissione Bozzi: istituzione attraverso l’approvazione di due mozioni identiche alla Camera e al senato di una Commissione che deve produrre entro un termine preciso delle proposte che dovranno poi essere approvate dal Parlamento secondo la normale procedura prevista dalla Costituzione.

Risposte gelide sono arrivate dall’opposizione, che oramai si dice stanca di questo balletto interno alla maggioranza. Si pensi che ad oggi non esistono margini di apertura al cdx, e dunque a parlare della crisi di governo sono gli stessi che l’hanno causata. Lo ha ripetuto Annamaria Bernini “Ma ora non è forse un po’ troppo tardi per una proposta del genere? – si chiede la presidente dei senatori di Forza Italia – Non siamo ipocriti. I tempi di lavoro delle bicamerali sono noti e noi tempo non ne abbiamo, perché l’Europa non aspetta e i mercati internazionali sono spietati”

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