<p><strong>Una storia incredibile, di quelle belle che non ci stanca mai di leggere o di ascoltare, che inizia per tuti nel 1944.</strong></p>
<figure id="attachment_114165" aria-describedby="caption-attachment-114165" style="width: 1270px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-114165 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/12/1944_2020-1.jpg" alt="1944-2020" width="1280" height="960" /><figcaption id="caption-attachment-114165" class="wp-caption-text">Soldato riabbraccia bambini salvati</figcaption></figure>
<p>1944, <strong>Martin Adler</strong> è un giovane militare americano, di stanza in Italia, per quella che per tutti è la seconda guerra mondiale. Perlustra <strong>l&#8217;appennino tosco emiliano</strong> insieme al suo compagno di battaglia <strong>John Bronsky</strong>. Entra in una casa, trovata lungo il suo percorso, mitra alla mano vi fa irruzione pensando di trovarci qualche nemico <strong>nascosto</strong>. In una delle stanze c&#8217;è una <strong>cesta</strong>, da li arrivano dei rumori, i soldati sentono il pericolo, ma una voce li avverte, sono solo <strong>bambini</strong>.</p>
<p>I piccoli, all&#8217;epoca, sono <strong>Bruno, Mafalda e Giulio Naldi</strong>, oggi, rispettivamente di <strong>83, 81 e 79 anni</strong>. Quella voce, che di fatto, ha avvertito i soldati americani circa il contenuto della cesta, era della loro mamma. Pochi attimi dopo, <strong>Martin</strong>, chiede alla donna il permesso di fare una foto con i tre piccoli, la donna <strong>acconsente</strong>. Quel ricordo, peserà sulla memoria dell&#8217;ormai 96enne Martin, che lancia un appello, per provare a <strong>ritrovare</strong> quei tre bambini.</p>
<p><em><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; <a href="https://www.chenews.it/2020/12/14/attacco-hacker-usa-russia/">Attacco hacker ai danni degli USA: ipotesi colpevole Russia</a></strong></em></p>
<p><em><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; <a href="https://www.chenews.it/2020/12/14/primo-vaccino-usa-infermiera/">Il primo vaccino negli USA è stato fatto ad una infermiera!</a></strong></em></p>
<h2>Un abbraccio atteso 76 anni e quelle parole che ritornano: &#8220;Ciao bambini&#8230;&#8221;</h2>
<p><strong>Matteo Incerti</strong>, <strong>giornalista</strong> e scrittore reggiano, interessatosi dell&#8217;appello dell&#8217;ormai 96 <strong>Martin Adler,</strong> prova in tutti i modi di rintracciare quei tre bambini, ormai quasi ottantenni, immagina. Il più anziano dei tre, sente la <strong>notizia</strong> alla tv, la cosa ormai sembra cosa fatta, ed una delle sue sorelle, si riconosce in quella foto di tanti anni fa, <strong>mostrata</strong> proprio in televisione. Sono loro, quei <strong>bambini</strong> sono proprio loro.</p>
<p>L&#8217;incontro si fa, <strong>virtualmente</strong> però, dopo 76 anni di attesa, periodo in cui il giovane militare <a href="https://www.chenews.it/2019/04/06/10-anni-terremoto-laquila/">non aveva mai dimenticato</a> i tre piccoli italiani. <strong>Commozione</strong>, tanta commozione nel corso della breve videochiamata, e l&#8217;anziano militare, che alla vista dei tre esordisce : <strong>&#8220;Ciao bambini.. vuoi cioccolata?&#8221;</strong></p>