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<p><strong>Un report di Greenpeace prende in esame due basi militari nelle quali sarebbero conservati ordigni americani. Il nucleare torna a far discutere.</strong></p>
<figure id="attachment_111651" aria-describedby="caption-attachment-111651" style="width: 1270px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-111651 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/12/Atomica.jpg" alt="" width="1280" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-111651" class="wp-caption-text">Foto © Pixabay</figcaption></figure>
<p>Nessuno si augura più di vedere il fungo dell&#8217;atomica proiettarsi sopra la propria testa. Se anche avesse il tempo di vederlo, visto che la deflagrazione spazzerebbe via tutto e tutti in pochi secondi. <strong>Un report di Greenpeace</strong>, però, una panoramica di cosa accadrebbe in Italia qualora qualcuno decidesse di attaccare determinati siti militari la fa. E il risultato è agghiacciante.</p>
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<p>L&#8217;ong prende in esame, nello specifico, <strong>le basi di Aviano e Ghedi</strong>, rispettivamente nelle province di Pordenone e Brescia. Qui, secondo Greenpeace, sarebbero custodite almeno 40 bombe americane. E, potenzialmente, un attacco mirato nei due bunker sortirebbe effetti disastrosi, mettendo a rischio dalle 2 alle 10 milioni di persone.</p>
<p class="entry-title"><em><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; <a href="https://www.chenews.it/2020/08/06/hiroshima-6-agosto-1945/">75 anni fa la bomba atomica su Hiroshima: i 160 mila uccisi dagli americani</a></strong></em></p>
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<h2>Italia atomica: 40 bombe &#8220;dentro casa&#8221; nel nord del Paese</h2>
<p>Una stimata in realtà frutto di un precedente studio del Ministero della Difesa che, secondo l&#8217;Ong, sarebbe stato condiviso solo &#8220;con i <strong>vertici militari e politici</strong> e con i responsabili della sicurezza nucleare&#8221;.</p>
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<p>Un rapporto a quanto pare non più top secret. Lo studio di Greenpeace è stato riportato, fra gli altri, anche da <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/12/06/bombe-usa-in-italia-cittadini-a-rischio/6028118/">Il Fatto quotidiano</a> e illustra, in modo teorico ma inquietante, i possibili effetti di una Hiroshima italiana. In un Paese che, peraltro, ha più volte ribadito la propria contrarietà al nucleare sul proprio territorio. <strong>Lo fece nel 1987</strong>, con il famoso referendum post-Chernobyl che bloccò l&#8217;estensione all&#8217;atomico della termoelettrica di Montalto di Castro e gli altri tre siti già esistenti. E di nuovo nel 2011, con una consultazione abrogativa.</p>
<p><a href="https://www.greenpeace.org/italy/storia/12763/il-prezzo-dellatomica-sotto-casa-2/">Greenpeace</a>, inoltre, <strong>ricorda un recente sondaggio di Ipsos</strong>, nel quale è emerso come l&#8217;80% degli intervistati sia contrario anche a un altro aspetto del nucleare. Ovvero quello di ospitare sul territorio italiano delle bombe americane, così come di avere dei caccia in grado di sganciarle. L&#8217;auspicio, inoltre, è che l&#8217;Italia aderisca finalmente al trattato per la proibizione delle armi nucleari, il Tpnw.</p>
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<p>Per quanto riguarda i siti presi in esame, lo scenario è a dir poco preoccupante. Anche <strong>perché di esempi tragici del passato ce ne sono</strong>. E uno nemmeno troppo lontano nel tempo. Il disastro di Chernobyl fu una combinazione di errore e incidente. Fu un disastro e di mezzo non c&#8217;erano nemmeno le bombe.
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