Viveva per i suoi piccoli figli, il compagno la uccide: avvocato rinuncia alla difesa

La vittima si chiamava Aurelia Laurenti. A stroncarla il compagno Giuseppe Forciniti infermiere da diversi anni in servizio in Friuli.

 

Due bambini di 3 e 8 anni senza più la mamma, e senza più il padre visto che starà in carcere per molti anni. Ha ucciso la compagna con una ferocia tale da far pensare ad un raptus di follia scatenato dalla gelosia. L’ha accoltellata fino a lasciarla senza vita in un lago di sangue.

Lei si chiamava Aurelia Laurenti, aveva 32 anni. I suoi piccoli non hanno assistito alla tragedia perché erano dai nonni materni. L’assassino si è subito presentato spontaneamente in Questura, a Pordenone, si chiama Giuseppe Forciniti, ha 33 anni, ed è originario di Cosenza. Si era trasferito molti anni fa insieme alla sua compagna a Roveredo in Piano, in provincia di Pordenone. E’ un infermiere. Vive in una villetta e lì, intorno alla mezzanotte, si è consumata la tragedia.

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Viveva per i suoi piccoli figli, il compagno la uccide, l’avvocato: non posso accettare l’incarico

Il movente del feroce omicidio è ancora una volta da ricercarsi nella gelosia, l’assassino era convinto che lei lo tradisse, ma Aurelia amava viscerlamente i suoi figli e viveva con e per loro. L’uomo per difendersi aveva scelto l’avvocato Rossana Rovere, già presidente dell’Ordine degli avvocati della provincia di Pordenone.

Ma lei ha rinunciato all’incarico: “Non sono serena, non posso accettare l’incarico – ha fatto sapere Rovere all’ANSA – l’indagato mi conosceva e ha indicato me quando gli è stato chiesto chi dovesse patrocinare la sua difesa, ma non posso accettare l’incarico. In questi minuti si sta procedendo a indicare l’avvocato d’ufficio: io non posso assumere le difese di quest’uomo, dopo una vita e una carriera spese a promuovere la tutela dei diritti delle donne”.

L’omicida si era costituito subito dopo il massacro. Si era presentato in Questura con le mani ancora sporche del sangue di Aurelia.

Gli agenti una volta appresa la notizia si sono recati nella villetta della coppia e hanno ritrovato il corpo esanime della donna. Successivamente è giunto anche il pubblico ministero che dopo i primi accertamenti ha disposto l’arresto dell’uomo.

Purtroppo questo genere di delitti sono ormai consuetudinari, basti pensare a quello famosissimo di Garlasco. Per quanto sono razionalmente inspiegabili avvengono e lasciano in dote sgomento e tristezza. Spezzare così la vita di una persona che si è avuta accanto per così tanto tempo è decisamente inquietante.

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