Testimoni di Geova: “lasciato senza cibo e poi cacciato di casa perché gay”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:06

La triste storia di Joe che è stato cacciato di casa da tutta la famiglia solo perché omosessuale: i Testimoni di Geova.

joe conti foto facebook

Una vita passata a subire l’ignoranza e le discriminazioni. La sua ‘colpa’? Essere omosessuale. Joe Conti, palermitano di Monreale, sin da ragazzino veniva inseguito fino sotto casa dai bambini del quartiere. Rincorso e deriso, quando le cose andavano bene. Poi, a complicare ulteriormente la sua vita, l’ignoranza e i dogmi religiosi della famiglia che lo ha cacciato di casa perché secondo i Testimoni di Geova, era un “perverso”. Come se davvero esistesse un Dio che si permetterebbe di giudicare i suoi stessi figli.

Joe Conti, ha raccontato il suo calvario a Fanpage. “Ho trovato le lettere appese alla porta della mia camera dove mia madre scriveva di suo pugno e mi sollecitava di andare via di casa e che se non avessi pulito minuziosamente, non mi avrebbe più dato da mangiare”.

La madre non accetta la sua omosessualità per le leggi scritte e inculcate da altri. “Ho trovato le valigie davanti la porta – racconta Joe Conti –  tutti i vestiti tolti dall’armadio buttati sul letto, il letto senza più lenzuola. Più vattene di così … mandato via, cacciato via da otto anni, da mia mamma, da mio fratello e da mia sorella quasi rinnegato perché omosessuale”.

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Testimoni di Geova, “lasciato senza cibo e poi cacciato di casa perché gay”: la depressione

Joe Conti è stato rinnegato da tutta la famiglia che fa parte dei Testimoni di Geova. Cacciato dallo stesso sangue solo perché gay. Non è la prima volta che raccontiamo episodi di discriminazione perpetrati da quella che molti più che una religione, definiscono ‘setta’. I racconti sono sempre drammatici.

Ho sofferto di una gravissima depressione – continua Jo – che mi ha portato a diversi ricoveri ospedalieri dopo che la mia stessa madre mi ha detto: “Da adesso in poi tu devi stare solo”. Immaginate come può sentirsi un ragazzo o a una ragazza di 30 anni”.

Joe Conti oggi è un cantante che presto comparirà a Sanremo, si è fatto strada da solo, con lavoretti e canzoni. Ed era solo, senza la sua famiglia che ha abbandonato un figlio in nome della Torre. Stava chiuso in camera. Una vita di silenzi e di soprusi. Discriminato e rinnegato dalle persone più importanti della sua vita: la famiglia.

“Dopo tanti anni – dice Joe – ho scoperto che mia madre sarebbe disponibile a riaccogliermi in casa se io chiedessi scusa. Ma scusa di cosa? Di essere omosessuale e di averle, a suo avviso, oltraggiato o fatto biasimare il nome di un Dio che non mi rappresenta e che non è il mio?

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