<p><strong>La vicenda arriva da casa nostra e parla di sfruttamento violenze ed intimidazioni sul posto di lavoro. Le indagini.</strong></p>
<figure id="attachment_107171" aria-describedby="caption-attachment-107171" style="width: 1270px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-107171" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/11/Sfruttamento-dipendenti-Facebook.jpg" alt="Sfruttamento dipendenti" width="1280" height="940" /><figcaption id="caption-attachment-107171" class="wp-caption-text">Sfruttamento dipendenti (Facebook)</figcaption></figure>
<p>La <strong>GS Painting</strong>, appariva come una comune azienda, che in subappalto si occupava della costruzione di imbarcazioni e <strong>yacht</strong> di lusso, ma la realtà, come spesso accade, era ben lontana dal rispecchiarsi in quella immagine, e cosi il marcio è venuto a galla. <strong>Emamul Molla e Shipon Fokir</strong>, sono due dei <strong>150 operai</strong> costretti a lavorare in condizioni pietose, sfruttati, <strong>malpagati</strong> e aggrediti di continuo da quelli che di fatto erano i loro carcerieri.</p>
<p>Una situazione ai limiti della <strong>realtà</strong> quella emersa da alcuni cantieri facenti capo all&#8217;azienda che si muoveva tra<strong> Liguria e Toscana</strong>. Gli stipendi degli operai di fatto fittizi, vedevano, gli stessi, costretti a restituire metà pusta paga. I contratti seppure legali, nascondevano in realtà la possibilità di turni massacranti, anche di <strong>14 ore</strong> al giorno. Una situazione al limite della sopportazione umana, venuta a galla grazie alla <strong>denuncia</strong> di uno degli stessi operai.</p>
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<h2>Schiavo nei cantieri per 4 euro l&#8217;ora: per gli italiani il trattamento era diverso</h2>
<p>Il proprietario <strong>dell&#8217;azienda</strong>, di origini bengalesi, si <strong>serviva</strong> quasi esclusivamente di conterranei, più facili da <strong>sfruttare</strong> e da tenere sotto scacco, da parte di un imprenditore descritto da molti come autoritario ed al limite del <strong>legalità</strong>. Pochi gli italiani che hanno lavorato nell&#8217;azienda nel corso degli <strong>anni</strong>, pagati regolarmente ed il giusto, per non avere problemi. I veri <strong>sfruttati</strong> erano gli stessi bengalesi, costretti a <strong>lavorare</strong> per 4 euro l&#8217;ora.</p>
<p>Lo <strong>stipendio</strong> non era mai puntuale ha dichiarato uno degli <strong>operai</strong>, e quando arrivava dovevi poi spartirlo con <strong>l&#8217;azienda</strong>. <a href="https://www.chenews.it/2019/11/16/napoli-43-operai-in-nero-segregati/">Niente ferie, niente malattia, solo lavoro, controllato da quelli che in pratica facevano da carcerieri</a>, che arrivavano a <strong>picchiare</strong> se il caso, secondo la loro visione delle cose l&#8217;avrebbe <strong>richiesto</strong>. Una situazione scandalosa.</p>
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