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<p><strong>Il racconto drammatico del direttore de La Stampa, Massimo Giannini che ha vissuto sulla sua pelle l&#8217;angoscia del Covid.</strong></p>
<figure id="attachment_101595" aria-describedby="caption-attachment-101595" style="width: 1271px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-101595 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/10/giannini.jpg" alt="" width="1281" height="785" /><figcaption id="caption-attachment-101595" class="wp-caption-text">massimo giannini</figcaption></figure>
<p>Forse è successo anche a noi di chiederci se davvero esistesse questo maledetto Covid, e perché nessuno lo raccontasse dopo averlo vissuto sulla propria pelle, se non i soliti Vip. I negazionisti del coronavirus ci sono andati a nozze e alcuni di loro hanno raccontato che non c&#8217;è nulla di vero, che si tratta solo di terrorismo mediatico e politico. Poi leggi la storia del direttore de La Stampa,<strong> Massimo Giannini,</strong> <strong>e se continui a negare, forse è più per paura che per convinzione.</strong></p>
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<p>E&#8217; un racconto drammatico, il suo. Prima ne ha parlato alla radio poi a Otto e Mezzo, su La7. <strong><em>«Ho visto tanto dolore, tanta sofferenza e ho visto tante persone morire»</em></strong>. <strong>Massimo Giannini </strong>si è ammalato di Covid e ha dovuto affrontare la terapia intensiva. <strong><em>«Ho vissuto settimane dure, sono stato sotto ossigeno»</em></strong>. Giannini è ancora positivo, ma è a casa, in isolamento: è stato dimesso dal <strong>Policlinico Gemelli di Roma</strong> dove è rimasto per tre settimane.</p>
<p>Tre settimane di inferno. Non a caso, il direttore parla di &#8216;gironi&#8217;. <em>«Ho cercato di conoscere cosa succede in questi tre gironi danteschi </em>&#8211; racconta &#8211; <em>a me è stato per fortuna risparmiato dalla sorte il quarto, il più tremendo, quello della rianimazione&#8221;.</em></p>
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<p><strong><em>LEGGI ANCHE >;>;>; <a href="https://www.chenews.it/2020/10/27/suicida-nel-proprio-bar/">Il coprifuoco ha fatto la prima vittima: si toglie la vita nel proprio bar</a></em></strong></p>
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<h2>Massimo Giannini: &#8220;Ho visto tanto dolore, la gente morire senza un saluto, il reparto pulito sporco e i pronati&#8221;</h2>
<p><strong>Massimo Giannini</strong> racconta la sua drammatica esperienza in ospedale, malato di Covid. Ha saltato il quarto &#8216;girone&#8217; quello della rianimazione. &#8220;<em>Il reparto &#8220;pulito sporco&#8221; è quello dopo sono ricoverati i pazienti meno gravi, sono coloro che stanno chiusi nella loro stanza contagiati, positivi, non possono né uscire né aprire la porta. Quella porta si può aprire solo a orari prestabiliti durante la giornata quando arrivano i medici a fare i controlli, gli infermieri per distirbuire le terapie e gli operatori sanitari per pulire la stanza e rifare i letti, dopodiché entrano tutti bardati, si tolgono tutto, gettano tutto in appositivi contenitori, <strong>richiudono la porta e tu non li vedi più fino alla fase successiva</strong></em><strong>».</strong></p>
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<p><em>«Adesso sto meglio, posso dire di essere stato fortunato, il peggio è alle spalle</em> &#8211; dice il direttore della Stampa &#8211; <em><strong>Ho visto tanto dolore, tanta sofferenza e tante persone morire e ho deciso di non nascondere questa esperienza</strong> perché la testimonianza di chi sta male conti più di tutti i dibattiti che stiamo ascoltando da tante tante settimane»</em>.</p>
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<p><em>«La cosa che più mi ha colpito più di tutto &#8211; </em>aggiunge il direttore<em> &#8211; è vedere quanti giovani stanno male, </em><em>quante persone ricoverate sono in condizioni gravi, e anche la procedura che non conoscevo, <strong>la pronazione,</strong> un&#8217;esperienza che tutti devono conoscere <strong>quando parlano del Covid come una semplice influenza</strong>, io per mia fortuna non l&#8217;ho provata, sono stato solo con l&#8217;ossigeno»</em>.</p>
<p><strong>Chi sono i &#8216;pronati&#8217;?</strong><br />
<em>«I pronati sono quei ricoverati gravi rispetto ai quali l&#8217;ossigeno non è sufficiente </em>&#8211; spiega Giannini &#8211; <em>devono essere intubati, vengono prima sedati, poi intubati nei bronchi e per sedici ore vengono ricoverati sul lettino sdraiati a pancia in sotto. <strong>Sedici ore consecutive</strong>, in una posizione guidata da un rianimatore esperto. Dopodiché per le otto ore successive rigirati e messi supini e stanno per otto ore così, poi ricomincia e <strong>si può andare avanti giorni così perché i polmoni devono distendersi [&#8230;] </strong>Se questo succede a un certo momento verrai estubato, ti sveglierai e potrai dire &#8220;sono salvo&#8221;. <strong>In qualche altro caso purtroppo questo non succede e quando vieni estubato te ne sei andato e nessuno ti ha dato l&#8217;ultimo saluto</strong>»</em>.</p>
<p><amp-twitter data-tweetid="1321007654693670912" layout="responsive" width="600" height="480"></amp-twitter></p>
<p><em><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; <a href="https://www.chenews.it/2020/10/27/bollettino-coronavirus-27-ottobre/">Coronavirus 27 ottobre: impennata contagi ma meglio il Covid che la fame</a></strong></em>
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