<p><strong>Sette anni al prete fondatore della comunità: doveva aiutare quelle ragazze ad uscirvi, ma ci andava a letto e le faceva prostituire.</strong></p>
<figure id="attachment_38279" aria-describedby="caption-attachment-38279" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-38279" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/12/GettyImages-1131800200-2-650x380.jpg" alt="Como" width="650" height="380" /><figcaption id="caption-attachment-38279" class="wp-caption-text">Carabinieri (GettyImages)</figcaption></figure>
<p>Sette anni di reclusione: questa la condanna decisa dal Tribunale di Oristano per don <strong>Giovanni Usai</strong>, il prete fondatore della comunità <em>Il Samaritano di Arbore</em>, con l&#8217;accusa di <strong>favoreggiamento della prostituzione</strong>.</p>
<p>Le attenzioni del processo, si erano concentrate sulla gestione della comunità e sui <strong>rapporti sessuali tra il prete e le ragazze </strong>che vi venivano ospitate in attesa di aiuto. La maggior parte di loro, attendevano proprio di poter essere tolte dalla strada e non doversi più prostituire.</p>
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<h2>Il prete le faceva prostituire e ne traeva anche benefici</h2>
<p>Le accuse al prete, don Giovanni Usai, erano mosse dal pm <strong>Marco De Crescenzo</strong>, che chiedeva per Usai, la condanna per favoreggiamento della prostituzione. Ad accogliere le richieste, i giudici del Tribunale di Oristano, che si sono accertati che effettivamente, il prete, fondatore e gestore di una comunità, aveva rapporti sessuali con le ragazze accolte.</p>
<p>Secondo i carteggi, don Usai si sarebbe dovuto occupare dell&#8217;attenzione da prestare ad <strong>alcune ragazze nigeriane</strong>, presenti nella sua comunità, mentre non solo permetteva loro di contonuare a prostituirsi, ma si valeva delle loro stesse prestazioni sessuali a scopo personale. Le vicende, risalirebbero agli anni che vanno dal 2005 al 2010, con i casi di prostituzione, che sarebbero molteplici. Prostituzione, lo stesso campo che oggi, nel 2020 <a href="https://www.chenews.it/2020/10/17/prostituzione-industria-lockdown-florida/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ed in piena pandemia Covid, riesce ancora a far fronte alle difficoltà</a>.</p>
<p>Secondo i giudici, don Usai non partecipava attivamente all&#8217;induzione alla prostituzione delle giovani,<strong> ma taceva in cambio di favori sessuali</strong>, senza però, unire lo scopo di lucro. Anzi, addirittura alcune volte, dopo le prestazioni, era proprio lui a pagare le ragazze. L&#8217;abuso sessuale non è stato per adesso provato, perché le ragazze non sarebbero mai state costrette agli incontri ravvicinati con il prete.</p>
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