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<p><strong>Una quarantunenne di Pescara, ha giustificato i maltrattamenti sui quattro figli minorenni, con la fine dell&#8217;amore col marito.</strong></p>
<figure id="attachment_95345" aria-describedby="caption-attachment-95345" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-95345" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/10/picchia-i-figli-650x366.jpg" alt="Maltrattava i figli piccoli: si giustifica dicendo che il marito l'ha lasciata" width="650" height="366" /><figcaption id="caption-attachment-95345" class="wp-caption-text">Fonte foto: (Web)</figcaption></figure>
<p>Una donna di 41 anni, è stata condannata ad <strong>un anno e quattro mesi</strong> di reclusione, dal Tribunale monocratico di Pescara, per maltrattamenti in famiglia ai danni di quattro minori. Si tratta dei suoi figli, tra cui tre invalidi.</p>
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<p>Le violenze, si sarebbero consumate in casa, nella provincia di Pescara, tra il 2011 ed il 2014. <strong>Raffaele De Leonardis</strong>, psichiatra nominato come perito dal giudice per questa vicenda, ha certificato lo stato della donna: semi infermità mentale. Stato che sarebbe peggiorato dopo l&#8217;abbandono della casa, da parte del marito.</p>
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<h2>Secondo il Pm, i bambini subivano violenze di ogni tipo</h2>
<figure id="attachment_95348" aria-describedby="caption-attachment-95348" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-95348" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/10/tribunale-pescara_nuova-650x340.jpg" alt="" width="650" height="340" /><figcaption id="caption-attachment-95348" class="wp-caption-text">Tribunale di Pescara (Fonte foto: web)</figcaption></figure>
<p>Il pm <strong>Rosangela Di Stefano</strong>, chiede la condanna &#8220;alla pena di giustizia&#8221;. Secondo le ricostruzioni, la donna avrebbe più volte colpito i bambini, percuotendoli con ogni tipo di oggetto. Li picchiava con cinture, lanciava loro delle scarpe addosso, li graffiava, <em>&#8220;per futuli motivi&#8221;</em>. In due occasioni, avrebbe raggiunto persino momenti di un&#8217;aggressività spaventosa e pericolosa, all&#8217;indirizzo dello stesso figlio: una volta <strong>premendo un cacciavite contro la sua nuca</strong>, l&#8217;altra mettendolo in una vasca da bagno per ricoprirlo con <strong>un getto d&#8217;acqua gelida</strong>. Secondo il pm, faceva saltare anche dei pasti ai bambini, facendoli vivere: <em>&#8220;in un clima di tensione e sopraffazione&#8221;.</em></p>
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<p>La semi infermità mentale però, per adesso, è valsa all’imputata il riconoscimento delle attenuante delle generiche, ma bisognerebbe poter leggere nel dettaglio, le motivazioni della sentenza, che saranno note il 3 dicembre 2020. Prima della decisione finale, l&#8217;avvocato difensore, <strong>Carlo Corradi</strong> aveva richiesto al giudice, <strong>Virginia Scalera</strong>, all&#8217;interno della discussione, persino l&#8217;assoluzione, portando al tavolo proprio l&#8217;accertato stato di salute mentale della donna e parlando del percorso di sostegno psicologico, iniziato proprio dalla sua assistita.</p>
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<p>Condanne certamente diverse, verranno inferte a tre adulti, che <a href="https://www.chenews.it/2020/10/06/bambino-gabbia-animali-boa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">costringevano un bambino di due anni, a vivere in una gabbia insieme a diversi tipi di animale</a> tra cui un boa ed altri sette serpenti. In questo caso, i genitori ed il nonno del bambino dovranno anche rispondere per possesso di armi da fuoco e droghe.
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