<p><strong>Com&#8217;è cambiata la vita di Marina Conte madre di Marco Vannini, 20enne morto a Ladispoli a casa della fidanzata nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2015</strong></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-93475 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/09/marinacollage.jpg" alt="" width="800" height="595" /></p>
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<p>Nulla è più terribile della perdita di un figlio, soprattutto se appena 20enne e con tutta una vita davanti. <strong>Marco Vannini</strong> è andato via in circostanze tuttora poco chiare. Era a casa della ragazza <strong>Martina Ciontoli</strong> e mentre faceva un bagno in vasca è successa tragedia, di cui ancora oggi tutta<strong> Italia</strong> parla.</p>
<p>Il principale sospettato è <strong>Antonio Ciontoli</strong> padre di Martina dalla cui pistola è partito un colpo. Lo ha sempre definito come un incidente ed è proprio su questo punto che la madre di <strong>Marco, Marina Conte</strong> si è sempre battuta. Dal primo momento ha iniziato a seguire la strada della giustizia. Nonostante l&#8217;immenso dolore che ormai si porta dietro, non ha mai abbandonato l&#8217;idea di portare alla luce la verità su quella tragica notte.</p>
<p><strong>Oggi la Corte d&#8217;Assise d&#8217;Appello ha condannato a 14 anni</strong> <strong>Antonio Ciontoli </strong>per omicidio volontario con dolo eventuale e a nove anni e quattro mesi per concorso anomalo in omicidio volontario i figli <strong>Martina</strong> e <strong>Federico Ciontoli </strong>e la moglie <strong>Maria Pezzillo</strong>.</p>
<p>Alla lettura della sentenza la mamma di Marco, <strong>Marina Vannini</strong>, è scoppiata in lacrime: <em>&#8220;E&#8217; una grande emozione, finalmente dopo più di 5 anni abbiamo dimostrato quello che era palese dall&#8217;inizio. Se Marco fosse stato soccorso subito non saremmo oggi qui, ancora una volta davanti alle telecamere&#8221;.</em></p>
<h2>Marina Conte: &#8220;Da quando Marco è stato ucciso sopravviviamo&#8221;</h2>
<figure id="attachment_61443" aria-describedby="caption-attachment-61443" style="width: 1270px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-61443 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/05/Marina-e-Marco-Vannini-1.jpg" alt="Marina Conte" width="1280" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-61443" class="wp-caption-text">foto fonte instagram</figcaption></figure>
<p>Il lungo iter giudiziario però sta logorando sia lei che il marito <strong>Valerio Vannini.</strong> Le molteplici versioni dei fatti dichiarate dai<strong> Ciontoli</strong> negli anni e la prima sentenza (in cui<strong> Antonio Ciontoli</strong> era stato condannato a 5 anni di reclusione) hanno fatto lievitare la rabbia e lo sconforto.</p>
<p>Seppur sempre piuttosto discreta e lontana dalle luce dei riflettori di tanto in tanto<strong> Marina</strong> si è lasciata andare a qualche sfogo tra cui uno decisamente emblematico: &#8220;<em>Io sento il suo profumo, con Valerio ormai non facciamo più progetti. Da quando Marco non c&#8217;è più sopravviviamo&#8221;.</em></p>
<p>Un altro snodo importante è il processo, che seppur sia importante, non fa altro che riaprire una ferita già di per se non rimarginabile: <em>&#8220;Il dolore si rinnova ogni giorno, non passa mai. L&#8217;iter giudiziario non fa altro che amplificarlo e renderlo ancora più insostenibile. Non è ammissibile che un ragazzo a 20 anni venga ammazzato nel fior della sua vita. Di fatto è come se non fosse mai esistito&#8221;.</em></p>
<p>A prescindere dalle difficoltà e dai sentimenti strazianti che si porta dentro la signora <strong>Vannini</strong> non si è mai arresa, nemmeno quando tutto sembrava archiviato con una condanna irrisoria per i <strong>Ciontoli.</strong> D&#8217;altronde il suo messaggio è stato chiaro dal principio: <em>&#8220;Mi fermerò solo alla fine e se non sarà finita saranno i miei nipoti a chiedere giustizia per il cugino&#8221;.</em></p>
<p>Una mamma coraggio insomma, ma questo era già ben noto. Attenderà con ansia la sentenza, con l&#8217;auspicio che possa mettere la parola fine a questa macabra vicenda.</p>