Gabriele Lavia senza freni sul Piccolo Teatro: “Tutto sbagliato, tutto da rifare”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:50

L’attore e regista Gabriele Lavia ha commentato lo stop senza ripresa del Piccolo Teatro di Milano da mesi senza direttore 

Gabriele Lavia
Fonte Facebook – La tigre di carta

Quando si dedica tutta una vita ad una passione come quella per il teatro e la recitazione, certi avvenimenti non possono lasciare indifferente. È il caso di Gabriele Lavia da anni nel mondo dello spettacolo che non ha potuto esimersi dal commentare quanto sta gravitando introno al Piccolo Teatro di Milano, alle prese con dei cambiamenti senza precedenti.

Intervistato dal “Corriere della Sera” si è sfogato sulla questione senza lasciare nulla al caso e soprattutto senza applicare nessuno tipo di filtro. È andato di petto così come è solito fare, soprattutto quando di mezzo ci sono le questioni di “cuore”. 

Gabriele Lavia: “Il teatro è arte, servono artisti non imprenditori”

Gabriele Lavia
Fonte Facebook – Teatro Elfo Puccini

A suo avviso servono profili esperti per riportare in piedi il teatro meneghino. Dunque spazio a gente competente che sappia dirigere l’attività di un teatro. Motivo per cui ha aspramente criticato l’apertura del bando che a suo avviso “si fanno per dirigere le linee dei tram”. Avrebbe preferito la nomina a chiamata in modo tale da poter privilegiare dei profili con esperienza nel campo, piuttosto che imprenditori con poca conoscenza a caccia del business.

Una vera e propria sofferenza per chi come lui per anni ha calcato quel palcoscenico: “Sono del 1942 e sono profondamente rammaricato che il Piccolo diventi un luogo di potere. Questa situazione è lo specchio del nostro paese”.

Alla domanda se accetterebbe di prendere in carico la direzione del teatro milanese, ha risposto facendo prevalere la ragione sul cuore: “In primis devono chiedermelo, ovviamente accetterei, ma non è detto che io possa riuscire a farlo bene”. 

Non poteva mancare un omaggio a Strehler che per Lavia è il miglior regista di sempre a livello mondiale. “Grazie al suo lavoro accurato con il corpo e con la voce è stato possibile che in quella sala piccolina succedessero grandi cose” – ha esclamato l’attore.

A prescindere il suo auspicio è che si riesca a trovare una soluzione che favorisce una ripresa di qualità. Secondo il suo parere senza il Piccolo Teatro non sarebbe più la stessa cosa, un po’ come se si decidesse di fare a meno della Scala.