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<p><strong>Dopo 37 anni di carcere da innocente, oggi un 55enne è stato rilasciato perché &#8216;non colpevole&#8217;. Determinante l&#8217;esame del Dna.</strong></p>
<figure id="attachment_89622" aria-describedby="caption-attachment-89622" style="width: 1271px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-89622 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/09/robertcollage.jpg" alt="" width="1281" height="883" /><figcaption id="caption-attachment-89622" class="wp-caption-text">robert duboise</figcaption></figure>
<p><strong>Piange quando alza gli occhi al cielo.</strong> Quel cielo che gli è stato negato per 37 lunghissimi anni. Era un ragazzino quando è stato condannato a morte per lo stupro e l&#8217;omicidio di una coetanea. Ha passato i migliori anni della sua vita tra le sbarre fino all&#8217;esame del Dna: non era stato lui a commettere il reato. Nel frattempo la condanna era passata da pena di morte ad ergastolo. <strong>Ma ogg</strong>i<strong> Robert DuBoise è un uomo libero.</strong></p>
<p>Oggi, sembra incredibile, ma l&#8217;uomo è in un centro specializzato per condannati ingiustamente: non riesce ancora a gestire una vita da uomo libero, troppo abituato alla sua cella e alla vita del carcere. Aveva 18 anni quando è stato arrestato in Florida. Oggi per lui è difficile andare incontro alla vita, alle strade, al mondo che è cambiato. Tutto quello che in prigione aveva letto soltanto sui giornali, oggi è realtà, ecco perché ha bisogno di un supporto psicologico.</p>
<p>E&#8217; come se fosse nato una seconda volta, e come un bambino, lentamente dovrà forgiarsi per affrontare tutto quello che c&#8217;è là fuori, lontano dal carcere.</p>
<h2>37 anni di vita persi dentro un carcere, ma era innocente: è nato una seconda volta</h2>
<figure id="attachment_89638" aria-describedby="caption-attachment-89638" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-89638 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/09/Robert-Duboise-.jpg" alt="" width="1200" height="1028" /><figcaption id="caption-attachment-89638" class="wp-caption-text">robert duboise</figcaption></figure>
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<p>La nuova ordinanza dei giudici americani ha cancellato le precedenti condanne, l&#8217;ergastolo e lo status di molestatore sessuale. Nel 1983 fu ritenuto colpevole di stupro e omicidio nei confronti di una 19enne di Tama.</p>
<p>Il giudice <strong>Christopher Nash</strong> della contea di Hillsborough, in Florida, ha ammesso che <em>&#8220;il tribunale ha commesso un&#8217;ingiustizia durata 37 anni&#8221;. “Sarebbe ragionevole che tu provassi risentimento e amarezza per quei 37 anni</em> [&#8230;] <em>Ma invece sembri avere una insolita propensione alla grazia e al perdono. E ti ammiro per quelle qualità. <strong>Ti auguro felicità per il futuro&#8221;</strong>.</em></p>
<p>Contro di lui, furono ritenuti schiaccianti due indizi: il segno di un morso sulla guancia della ragazza, compatibile con i denti di Robert, e le dichiarazioni di un altro detenuto della prigione in cui venne carcerato. Era un periodo in cui l&#8217;esame del Dna non esisteva ancora, oggi quell&#8217;esame gli ha ridato la vita.</p>
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