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<p><strong>Distrazione, scarsa istruzione, ognuno avrà un motivo, ma in Italia si commettono ancora tanti errori di grammatica. Ecco i più comuni</strong></p>
<figure id="attachment_85037" aria-describedby="caption-attachment-85037" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-85037" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/08/grammar-389907_1280-650x430.jpg" alt="Errori grammaticali, quali sono i 10 più commessi dagli italiani?" width="650" height="430" /><figcaption id="caption-attachment-85037" class="wp-caption-text">Fonte foto: (Pixabay</figcaption></figure>
<p>C&#8217;è chi proprio non li sopporta, eppure bisogna fare i conti con un numero molto alto di italiani che li commettono. Parliamo di<strong> errori grammaticali</strong>, sono ben 7 italiani su 10, a commetterne ancora oggi, mentre il livello d&#8217;istruzione del Paese non dovrebbe essere così basso.</p>
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<p>Forse, per le nuove generazioni, qualche colpa è attribuibile anche all&#8217;uso di internet e dei telefoni mobili, sempre più &#8220;automatici&#8221;. Tra T9 che termina le parole per noi ed abbreviazioni da chat, ancora oggi gli italiani litigano con parole come &#8220;purtroppo&#8221;, &#8220;a volte&#8221; (spesso scritto <em>avvolte</em>), &#8220;proprio&#8221;, e tanti altri.</p>
<h2>Errori grammaticali, ecco quali commettiamo spessissimo</h2>
<figure id="attachment_85044" aria-describedby="caption-attachment-85044" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-85044" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/08/hands-1369316_640-650x433.jpg" alt="" width="650" height="433" /><figcaption id="caption-attachment-85044" class="wp-caption-text">Fonte foto: (Pixabay)</figcaption></figure>
<p>Una recente indagine, effettuata su persone che vanno dai 18 ai 65 anni, ha rivelato quindi, quali sono gli errori grammaticali, che gli italiani commettono più di frequente.</p>
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<p>Quello con maggior frequenza, è <em>Qual&#8217;è</em>, con il 76%. La forma corretta è <strong>Qual è</strong>, ma a quanto pare in tanti, ancora si distraggono.</p>
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<p>Con il 69%, ecco <em>il congiuntivo</em>. In tanti, lo omettono direttamente dalle frasi, usando il presente o il passato. Un esempio? &#8220;L&#8217;importante è che ci sei riuscito&#8221;, invece di &#8220;<strong>L&#8217;importante è che ci sia riuscito</strong>&#8220;.</p>
<p>Terzo posto per <em>l&#8217;apostrofo</em>, con il 68%. C&#8217;è chi dimentica di metterlo alle parole al femminile, come <strong>Un&#8217;ora</strong>, ad esempio, e chi invece, scrive Un pò, invece di <strong>Un po&#8217;</strong>.</p>
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<p><em>I pronomi</em>. Il 65% degli italiani, continua ad usare spesso il pronome Gli, dove andrebbe il Le. &#8220;Gli ho detto che la amo&#8221;. Al femminile viene usato SEMPRE il Le, come &#8220;<strong>Le ho detto che la amo</strong>&#8220;.</p>
<p>58% per le indecisioni tra <em>C</em> e <em>Q</em>. Degli esempi, per comprendere il modo in cui vengono commessi: <strong>evacuare</strong> e non evaquare, <strong>scuotere</strong> e non squotere, ed ancora, <strong>innocuo</strong> e non innoquo.</p>
<p>La differenza tra <em>ne</em> e <em>né</em>, con il 47%. Quando il Ne viene usato come negazione, ad esempio &#8220;Non era <strong>né</strong> a casa né a scuola&#8221;, viene scritto con l&#8217;accento. Mentre nel caso in cui volessimo dire &#8220;<strong>Ne</strong> sono certo&#8221;, allora l&#8217;accento non verrà posto.</p>
<p>Con il 41% ecco la <em>punteggiatura</em>. Questa, comprensiva di virgole, punti, doppio punto e tutto quanto ne concerne, ancora mette in difficoltà tanti italiani, seppur al di sotto del cinquanta %, almeno per quanto riguarda questa ricerca.</p>
<p>Il modo di scrivere <em>Un po&#8217;</em>. Non si scrive Un po e nemmeno Un pò, la forma corretta è <strong>Un po&#8217;</strong>, con l&#8217;apostrofo che &#8220;tronca&#8221;, la parola Poco. Eppure, questo è un errore presente ancora nel 39% dei casi.</p>
<p><em>E</em> e non <em>ed</em>, <em>A</em> non <em>ad</em>. Il 35% degli italiani, sbaglia il modo di usarli. Molto semplice, la d, viene aggiunta soltanto nel caso in cui la parola successiva alla congiunzione, inizi per vocale, come per esempio &#8220;Ci sono Mario <strong>ed</strong> Eduardo&#8221;.</p>
<p>Infine, col 31% ecco ancora chi sbaglia a scrivede <em>D&#8217;accordo</em>. Qualcuno, scrive ancora daccordo, come una parola unica. Errore blu, si scrive <strong>d&#8217;accordo</strong>.</p>
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