<p><strong>Stefano Guizzon muore all&#8217;interno del suo pub, è stato scoperto da un suo dipendente preoccupato per la mancata apertura. </strong></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-83410 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/08/BIRRERIA2-1.jpg" alt="" width="1280" height="765" /></p>
<p><strong>Stefano Guizzon</strong> era molto conosciuto a Treviso. Anche lui aveva dovuto affrontare il doloroso ed economicamente difficilissimo periodo del lockdown. Ma stringendo i denti ce l&#8217;aveva fatta e il suo pub aveva riaperto i battenti.</p>
<p>Il<strong> St. Thomas&#8217;s Gate </strong>di viale Vittorio Veneto a <strong>Treviso,</strong> a pochi passi da porta San Tomaso, oggi ha di nuovo le saracinesche chiuse. <strong>Stefano è morto all&#8217;interno del locale.</strong></p>
<p>E&#8217; stato trovato senza vita da un suo dipendente, era a terra.</p>
<p>Il corpo esamine di Stefano giaceva di fianco ad uno dei tavolini interni. Immediata la richiesta di aiuto: nel pub sono arrivati ambulanza e forze dell&#8217;ordine, ma per Stefano non c&#8217;è stato nulla da fare. Era già morto, molto probabilmente stroncato da un infarto che non gli ha lasciato scampo.</p>
<p>Stefano lascia la <strong>moglie Marta e il figlioletto di poco più di un anno.</strong><br />
Originario di <strong>Castelfranco Veneto</strong>, ma residente a Castagnole, gestiva insieme al<br />
<strong>socio Alberto Vivian</strong> altri locali come il<strong> bar all&#8217;ospedale San Camillo</strong>, e i <strong>Caffè Vergnano </strong>al centro commerciale Panorama di Villorba e all&#8217;outlet Franciacorta di Brescia.</p>
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