Sala: “giusto che un dipendente milanese guadagni più di uno calabrese”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:12

Sono le parole pronunciate dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel corso di una diretta Facebook con i Giovani democratici. La Calabria presa ad esempio per il Sud in generale.

Il sindaco di Milano cita la Calabria per rappresentare il Sud in generale, ma ai calabresi non è piaciuto. E a dire le esternazioni del primo cittadino ai giovani democratici, non sono piaciute a molti.

Il suo ragionamento partirebbe da un dato di fatto: è giusto che un dipendente pubblico guadagni di più al Nord che al Sud perchè in meridione il costo della vita è più basso rispetto al settentrione.

Ragionamento discutibile, che sala ha cercato di spiegare usando la forma contraria: “sbagliato che un dipendente pubblico guadagni gli stessi soldi a Milano e in Calabria”. Ovviamente, la sostanza non cambia.

“È chiaro che se un dipendente pubblico, a parità di ruolo, guadagna gli stessi soldi a Milano e a Reggio Calabria, è intrinsecamente sbagliato, perché il costo della vita in quelle due realtà è diverso”. Giuseppe Sala ha pronunciato queste parole nel corso di una diretta Facebook con i Giovani democratici.

Stipendi diversi tra Nord e Sud, Sala: “giusto, è diverso lo stile di vita”

Il primo cittadino milanese ha ricordato l’importanza del tema costo della vita a Milano, soprattutto per i giovani. “Esiste una questione relativa al costo della vita nella nostra città”, ha ammesso, “la cosa che non va è quanto sono pagati i giovani a Milano. Dietro lo stage e altre formule del genere, si nasconde un po’ di sfruttamento giovanile”.

Sala discutendo del tema del costo della vita nella città meneghina e dei giovani ha evidenziato questo paragone mettendo in luce il tema degli stipendi tra Nord e Sud ed il relativo costo della vita tra due realtà così diverse non solo in termini economici.

E ancora una volta, seppur magari involontariamente, la Calabria è stata messa, volente o nolente, in cattiva luce” – scrivono i giornali calabresi.

Sala fa riferimento alle gabbie salariali, il sistema di calcolo dei salari che mette in relazione le retribuzioni con determinati parametri quali, ad esempio, il costo della vita in un determinato luogo.

In Italia, il sistema delle gabbie salariali è stato in vigore tra il 1954 e il 1969. Per l’opposizione di sindacati e lavoratori, che le consideravano discriminatorie e poco eque, le gabbie salariali furono abolite definitivamente nel 1972.

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