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<p><strong>Tre mostri. Erano stati accusati di avere concepito una figlia solo per potere abusarne sessualmente, fare i video delle violenze e scambiarli su WhatsApp. Le condanne.</strong></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-70800 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/06/violenza-sui-bambini.jpg" alt="" width="1280" height="829" /></p>
<p>Una delle vicende più agghiaccianti di violenza su minori mai sentite prima. Erano stati arrestati a febbraio nel Grossetano, accusati di aver concepito una figlia solo <strong>per poterne abusare sessualmente</strong>.</p>
<p>Ora i responsabili, <strong>un 41enne</strong> che era già ai domiciliari per detenzione di <strong>materiale pedopornografico</strong>, la compagna che abitava a Terni e un&#8217;altra donna, una 37enne emiliana, sono stati condannati a Firenze.</p>
<p><strong>Nove anni di carcere a lui, 6 anni alle due donne</strong>, con lo sconto di pena previsto dal rito abbreviato. A pensare a quello che ha vissuto la bambina, non è certo una pena esemplare.</p>
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<h2>Abuso su minori, il piano diabolico di due donne</h2>
<p><img class="aligncenter wp-image-70801 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/06/violenzabambini2.jpg" alt="" width="800" height="507" /></p>
<p>Due donne, una residente a Terni e l&#8217;altra a Reggio Emilia, avrebbero commesso per diverso tempo abusi sulle bimbe che hanno <strong>meno di 10 anni. </strong></p>
<p>In manette, oltre alle due madri, anche un uomo di 40 anni di Grosseto, <strong>padre</strong> di una delle piccole vittime.</p>
<p>Sarebbe stato proprio l&#8217;uomo il destinatario del <strong>materiale pedopornografico</strong> realizzato dalle due donne e <strong>inviato</strong> attraverso l&#8217;app di messaggistica <strong>WhatsApp.</strong></p>
<p>I tre sono stati <strong>arrestati</strong> dalla polizia di Firenze nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione <strong>&#8216;Dark ladies&#8217;</strong> contro la pedopornografia.</p>
<p>Al 41enne e alla donna di Terni, che hanno una relazione sentimentale, sono stati contestati i reati di <strong>pornografia minorile</strong>, per aver divulgato notizie e informazioni finalizzate allo sfruttamento sessuale di minori, <strong>prodotto materiale pornografico realizzato con minori,</strong> nonché di <strong>violenza sessuale nei confronti della propria figlia minorenne.</strong></p>
<p>Alla donna di Reggio Emilia e ancora all&#8217;uomo, sono stati contestati i reati di violenza sessuale nei confronti della figlia minorenne della donna, per averla costretta a compiere e subire atti sessuali, reato contestato in concorso tra i due indagati, con l&#8217;aggravante per la donna di aver abusato della <strong>qualità di madre.</strong></p>
<p>Le due donne avrebbero <strong>violentato</strong> <strong>le loro bimbe</strong>, che hanno meno di 10 anni, <strong>sin dalla tenera età.</strong> Un orrore inqualificabile al solo fine di produrre immagini a carattere pedopornografico che sarebbero poi finite nelle mani del 40enne, padre di una delle bimbe. Il materiale sarebbe stato diffuso anche in rete sulle pagine frequentate da <strong>pedofili</strong>.</p>
<p>Lo scorso agosto, le indagini avevano portato a una <strong>perquisizione</strong> nella casa dell&#8217;uomo dove è stato trovato un <strong>ingente quantitativo di materiale pedopornografico.</strong> Gli sviluppi investigativi hanno consentito di scovare diversi gruppi su Telegram e WhatsApp su cui circolavano foto di minori.</p>
<p>Ora però vengono alla luce altri inquietanti particolari sulla coppia. Il 40enne e la donna di Terni avrebbero deciso di <strong>concepire</strong> la loro bimba al solo scopo di abusarne sessualmente. <em><strong>Da una chat tra i due</strong></em> &#8211; ha scritto il gip Agnese Di Girolamo nell&#8217;ordinanza &#8211;<em> emerge come assolutamente verosimile che <strong>la gravidanza sia stata voluta</strong> <strong>con il preciso intento di realizzare le fantasie sessuali condivise&#8221;.</strong></em></p>
<p>Le piccole vittime sono state affidate ai <strong>servizi sociali</strong> e condotte in luoghi sicuri.</p>
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