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<p><strong>Scena insolita e bizzarra a Odessa, in Texas. Nella stazione di polizia si presenta un insolito visitatore</strong></p>
<figure id="attachment_46107" aria-describedby="caption-attachment-46107" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-46107" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/02/cane-polizia3-1-650x423.jpg" alt="cane" width="650" height="423" /><figcaption id="caption-attachment-46107" class="wp-caption-text">Chico denuncia la sua scomparsa alla polizia (foto web)</figcaption></figure>
<p>Scena insolita e bizzarra a Odessa, in Texas. Nella stazione di polizia si presenta un insolito personaggio. E&#8217; Chico, un bellissimo pastore tedesco che dopo aver abbandonato la propria casa e girovagato per le vie della città, è entrato nel dipartimento di polizia desideroso di far sapere agli ufficiali che si era smarrito e per denunciare la sua scomparsa.</p>
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<p>A riceverlo c’era il sergente Rusty Martin che ha raccontato come il cagnolone non apparisse troppo angosciato dal suo status di &#8220;cane smarrito&#8221;. Per lo più, è sembrato viverselo come un bel momento.</p>
<p>Gli agenti, quindi, inizialmente non hanno compreso cosa stesse accedendo e si sono messi a giocare con il cane in attesa che entrasse il legittimo proprietario. Ma dopo diversi minuti non si è presentato nessuno e Chico era ancora lì a giocare con loro.</p>
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<p>&#8220;Eravamo tutti entusiasti di averlo nell&#8217;edificio&#8221;, ha poi raccontato il sergente Martin. &#8220;Avevamo una pallina da tennis e l&#8217;abbiamo lanciata per un po’ nella hall per farlo giocare. Tutti lo adoravano&#8221;.</p>
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<figure id="attachment_46109" aria-describedby="caption-attachment-46109" style="width: 454px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-46109" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/02/081700768-8c6cf218-bfc4-4563-b8e7-142690979fd5-464x500.jpg" alt="cane" width="464" height="500" /><figcaption id="caption-attachment-46109" class="wp-caption-text">Chico alla stazione di polizia in Texas (foto web)</figcaption></figure>
<p>Nonostante il <strong>divertimento generale</strong>, gli agenti non si sono però dimenticati del loro ruolo e si sono messi al lavoro per risolvere il caso. Il cane indossava un collare, ma a quanto pare la medaglietta identificativa era caduta. La ricerca ha subìto dunque qualche ostacolo. Così hanno deciso di chiamare il controllo degli animali per verificare la presenza di un microchip.</p>
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<p>A quel punto gli agenti, proprio <strong>grazie al microchip</strong>, hanno iniziato le ricerche per risalire ai proprietari. Il cane ha però cambiato idea improvvisamente. Di sua spontanea volontà è infatti uscito dalla stazione di polizia ed <strong>è tornato a casa da solo</strong> prima che arrivassero i funzionari del controllo animali.</p>
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<p>&#8220;E’ uscito dalla nostra sede con la stessa velocità con cui era entrato&#8221; scrive Martin su <strong>Facebook</strong>. Il proprietario ha poi scritto il giorno successivo sui social per dire che quello era Chico e che era tornato a casa. Viveva a circa un chilometro e mezzo dalla stazione di polizia ed aveva deciso di trascorrere una giornata diversa dalle altre, sia per lui che per i poliziotti.</p>
<h2>Come funziona e a cosa serve il microchip</h2>
<figure id="attachment_46108" aria-describedby="caption-attachment-46108" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-46108" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/02/cane_polizia2-650x366.jpg" alt="cane" width="650" height="366" /><figcaption id="caption-attachment-46108" class="wp-caption-text">Chico nella stazione di polizia, in Texas (foto web)</figcaption></figure>
<p>Il microchip del cane è stato introdotto per sostituire la pratica del tatuaggio, istituita nel 1991, ed è oggi obbligatorio per legge. Questo nuovo <strong>metodo di identificazione degli animali</strong> è molto più sicuro, indolore e certificato.</p>
<p>Al suo interno c’è un chip decodificabile solo da veterinari abilitati, attraverso il quale si può scoprire la <strong>carta d’identità del cane</strong>. Questa è costituita da un <strong>codice univoco di 15 cifre</strong>, che permette di identificare il nome e la residenza del proprietario, grazie alla registrazione all’Anagrafe canina. L’inserimento del microchip va fatta entro i due mesi di vita del cane, altrimenti si rischia una sanzione fino ad ottanta euro.
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