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<p><strong>Il saldo che vediamo sul conto corrente bancario è solo in apparenza nostro. Ecco quel che bisogna sapere su questa tematica </strong></p>
<figure id="attachment_41288" aria-describedby="caption-attachment-41288" style="width: 1270px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-41288" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/01/euro-427533_1280-1.jpg" alt="Soldi in contanti" width="1280" height="853" /><figcaption id="caption-attachment-41288" class="wp-caption-text">Soldi (foto pixabay)</figcaption></figure>
<p>Avere un <strong>conto bancario</strong> è una consuetudine alla stregua del possesso di una macchina o di di una casa. Per ovvie ragioni di &#8220;sopravvivenza&#8221; tutti i lavoratori ne hanno a disposizione almeno uno (o per lo meno questo è l&#8217;auspicio). Risparmiali, farli fruttare sono tra le ragioni principali per cui gli individui decidono di depositare i loro guadagni.</p>
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<p>Al contrario di quanto pensiamo il denaro che decidiamo di affidare alle <strong>banche</strong> non è realmente di nostra appartenenza. Infatti fino a quando decidiamo di custodirlo presso un istituto di credito, viene preso in carico da loro che per quel lasso di tempo ne detengono la proprietà. Dunque, quando andiamo ad effettuare un prelievo allo sportello e visioniamo il saldo, ciò che vediamo in quel momento non ci appartiene concretamente.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE ->; <a href="https://www.chenews.it/2020/02/13/truffe-bancarie-quali-rischi-fareattenzione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">TRUFFE BANCARIE: ECCO QUALI SONO I RISCHI E A COSA FARE ATTENZIONE </a></strong></p>
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<p><strong>LEGGI ANCHE ->; <a href="https://www.chenews.it/2020/02/16/contodibase-coseedachispetta-ilcontocorrente-azerospese/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CONTO DI BASE: COS&#8217;È ED A CHI SPETTA IL CONTO CORRENTE A ZERO SPESE </a></strong></p>
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<h2>Conto corrente, ecco perchè i soldi non sono di proprietà del correntista</h2>
<figure id="attachment_45005" aria-describedby="caption-attachment-45005" style="width: 730px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-45005" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/02/bancobpm.it_.jpg" alt="Conto corrente" width="740" height="418" /><figcaption id="caption-attachment-45005" class="wp-caption-text">Prelievo allo sportello, Fonte foto: (bancobpm.it)</figcaption></figure>
<p>Alla base di questa strana modalità c&#8217;è un cavillo burocratico, che parla piuttosto chiaro. Si tratta dell&#8217;<strong>articolo numero 1834 del Codice Civile</strong> che recita: &#8220;<em>Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l&#8217;osservanza del periodo stabilito dalle parti e dagli usi&#8221;</em>.</p>
<p>Alla base di ciò c&#8217;è naturalmente il patto che il soggetto stringe con la <strong>banca</strong> che prevede tra le altre cose che <strong>prelievi e versamenti</strong> vengano fatti nella sede dell&#8217;istituto con cui si è deciso di intraprendere il rapporto di fiducia. Nella maggior parte dei casi esiste però una deroga che consente di depositare e prelevare anche presso filiali differenti. Diverso il discorso per quanto riguarda il <strong>preavviso</strong>, è un onere che pende a carico del cliente depositante. Probabilmente in molti già sono a conoscenza di queste condizioni, ma meglio non dare nulla per scontato, visto che possono poi generarsi situazioni di disagio.</p>
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