<p><strong>In attesa di capire quale sarà la situazione delle pensioni, la CGIL ha fatto una serie di esperimenti per spiegare quanto perdono i soggetti che lasciano prima dell&#8217;età pensionabile</strong></p>
<figure id="attachment_40414" aria-describedby="caption-attachment-40414" style="width: 1270px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-40414" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/01/inps-1.jpg" alt="Pensioni" width="1280" height="900" /><figcaption id="caption-attachment-40414" class="wp-caption-text">Inps, ricalcolo pensioni 2020</figcaption></figure>
<p>Il tema <strong>pensioni</strong> tiene banco in questi primi mesi del 2020. <strong>Ricalcolo, blocco delle indicizzazioni e il clamoroso errore dell&#8217;Inps sulle pensioni di gennaio</strong>, sono le tematiche più in auge in tal senso.</p>
<p>In attesa di capire come il <strong>Governo</strong> agirà per risolvere la situazione del ricalcolo dell&#8217;importo del metodo contributivo delle pensioni per coloro che decidono di uscire prima, la <strong>Cgil</strong> ha fatto degli esperimenti che hanno evidenziato delle sproporzioni evidenti per coloro che decidono di uscire in anticipo dal mondo del lavoro. I risultati sono curiosi e al tempo stesso allarmanti. Nonostante non si tratti di nulla di ufficiale non fanno altro che alimentare i malumori rispetto a questa situazione.</p>
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<h2>Pensioni, ecco alcuni esempi di perdite economiche in caso di pensionamento anticipato</h2>
<figure id="attachment_40241" aria-describedby="caption-attachment-40241" style="width: 890px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-40241" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/01/inps.jpg" alt="Inps" width="900" height="600" /><figcaption id="caption-attachment-40241" class="wp-caption-text">Inps (foto web)</figcaption></figure>
<p>Sono stati presi in esame i casi dell&#8217;<strong>Opzione donna</strong> (uscita anticipata e calcolo interamente contributivo) e del <strong>sistema misto</strong> (meno di 18 anni di contributi alla fine del 1995). Sono stati messi alla luce tutti gli svantaggi per il cittadino e al contrario i vantaggi per lo stato.</p>
<p>Nel caso di <strong>lavoratori con una carriera piatta</strong> e 23.000 euro annui di guadagni e che hanno versato i contributi per 36 anni (16 nel retributivo), la pensione netta sarà di 732 netti con una perdita di circa il 23%. Nel caso in cui invece si sia prestato il servizio lavorativo per 30 anni, versato i relativi contributi (di cui 10 nel retributivo) e raggiunto i 64 anni, l&#8217;assegno lordo è di appena 687 euro.</p>
<p>Non è migliore il quadro per coloro che hanno avuto una <strong>carriera più dinamica e 30000 euro di retribuzione annua</strong>. Con i medesimi parametri sopracitati nel primo caso (64 anni di età, 36 di contributi di cui 16 nel retributivo) con il calcolo interamente contributivo la pensione netta dell&#8217;individuo si attesterebbe sui 930 euro netti. Nel caso di 33 anni di contributi versati di cui 10 nel retributivo la pensione netta sarebbe di 895 anziché 1210).</p>