<p><strong>Installato a Milano, in occasione del lancio su Netflix di &#8216;Luna Nera&#8217;, serie tv che parla proprio di una presunta strega che viene perseguitata</strong></p>
<figure id="attachment_43513" aria-describedby="caption-attachment-43513" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-43513" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/01/milano.repubblica.it_-650x432.jpg" alt="Milano, ecco l'installazione per segnalare insulti social alle donne" width="650" height="432" /><figcaption id="caption-attachment-43513" class="wp-caption-text">Esterno dell&#8217;installazione (Fonte foto: milano.repubblica.it)</figcaption></figure>
<p>Iniziativa tutta italiana, proprio, come la serie tv, disponibile su <strong>Netflix</strong> da venerdì 31 gennaio 2020. <a href="https://www.chenews.it/2020/01/29/netflix-inarrivo-unanuovaseriefantasy-lunanera/"><span style="color: #ff0000;">Luna Nera</span></a> serie Fantasy con <strong>ambientazione storica</strong>, infatti è una creazione italiana, con tre registe, tutte donne: Francesca Comencini, Susanna Nicchiarelli e Paola Randi.</p>
<p>La serie, tratterà l&#8217;argomento della persecuzione di donne, additate per presunta stregoneria nel XVII secolo, ed è da qui, che prende ispirazione la nuova installazione presente a <strong>Milano dal 31 gennaio al 5 febbraio</strong>, che dà la possibilità a chi vi entra, di denunciare e chiedere la cancellazione, di un <strong>insulto subito sui social.</strong></p>
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<h2>Rena Nera ispira l&#8217;installazione social: dove a Milano</h2>
<figure id="attachment_43517" aria-describedby="caption-attachment-43517" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-43517" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/01/design.fanpage.it_-650x433.jpg" alt="Milano, ecco l'installazione per segnalare insulti social alle donne" width="650" height="433" /><figcaption id="caption-attachment-43517" class="wp-caption-text">Interno dell&#8217;installazione (Fonte foto: design.fanpage.it)</figcaption></figure>
<p>Precisamente, nel capoluogo lombardo, la cabina è stata posta in <strong>Piazza XXV Aprile</strong> e la facciata esterna, ricorda proprio un la rivisitazione stilizzata di un rogo, quello con cui venivano arse le streghe. Da qui, il rogo mediatico, quello fatto di insulti o anche frasi discriminatorie, con le quali spesso le donne, si trovano a dover combattere sul social web. L&#8217;interno dell&#8217;installazione infatti, è scuro con uno schermo che proietta solo frasi poco lusinghiere realmente esistenti sui social, all&#8217;indirizzo di alcune donne. Parole d&#8217;odio, ricercate da un software con intelligenza artificiale che ha estrapolato dal web <strong>più di 7.000</strong> <strong>insulti,</strong> proprio cercando tra i social più adoperati negli anni.</p>
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<p>Naturalmente, la cabina è accessibile a tutti coloro che dovessero sentire l&#8217;esigenza di entrarvi, magari anche solo per capire cosa si prova a leggere certe frasi, quindi anche agli uomini. Ma il suo scopo, non è solo quello di proiettare immagini di parole e frasi, anzi, quello più importante è legato <strong>alla possibilità di denunciarne</strong>, qualora se ne fossero mai ricevute alcune sul web. Il rogo infatti è creato in collaborazione con Parole O_stili, progetto sociale atto a sensibilizzare le persone a proposito della violenza delle parole. Tramite un tocco sullo schermo infatti, andando a cliccare su un insulto, potremo realmente <strong>segnalarlo e chiederne la cancellazione</strong>, perché quello come altri, non possano esistere più.</p>
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