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<p><strong>Tumore cerebrale nei bambini causato da neuroni impazziti. Uno studio condotto dall&#8217;Università di Trento scopre la causa del medulloblastoma. Si aprono nuovi scenari</strong></p>
<figure id="attachment_97206" aria-describedby="caption-attachment-97206" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-97206 size-medium" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/12/GettyImages-1158865736-1-1024x753_censored-1-650x478.jpg" alt="Bambino in cura " width="650" height="478" /><figcaption id="caption-attachment-97206" class="wp-caption-text">Bambino in cura (Getty Images)</figcaption></figure>
<p>Ci sarebbero dei neuroni impazziti all&#8217;origine del<strong> medulloblastoma</strong>, un <strong>tumore al cervello</strong> molto diffuso in Italia che colpisce tanti bambini ma che può svilupparsi anche in età adulta. Questa è la scoperta dell&#8217;<strong>Università di Trento</strong> in uno studio condotto dal <strong>Prof. Tiberi e dalla sua equipe</strong>. Si tratta di una scoperta importante perché potrebbe aprire a nuovi scenari e nuove terapie.</p>
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<p>I<a href="https://www.chenews.it/2019/12/17/tumore-vescica-sintomi/"> sintomi</a> più comunemente presenti in caso di medulloblastoma sono mal di testa, nausea, sonnolenza, perdita del controllo dei muscoli, difficoltà a deglutire.</p>
<p>I risultati dello studio condotto dall&#8217;<strong>Università di Trento</strong>, dimostrano dunque che c&#8217;è un particolare meccanismo all&#8217;origine della<strong> malattia</strong>, scoperta che potrebbe cambiare le modalità della diagnosi ma anche condurre a testare e sviluppare nuovi farmaci anti tumorali.</p>
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<p>I dati dell&#8217;<strong>Associazione Italiana registri tumori</strong> parlano di sette bambini colpiti su un milione e a quanto pare i sintomi sarebbero provocati dal blocco del flusso liquido celebrospinale all&#8217;interno del sistema nervoso centrale, provocato dal <strong>tumore</strong>. Ancora sconosciuti invece i fattori di rischio di sviluppare il<strong> tumore</strong> e la sua origine.</p>
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<p>La ricerca svolta dall&#8217;<strong>Università di Trento</strong>, pubblicata sulla rivista scientifica <strong>Cell Reports</strong> si è concentrata su un particolare sottogruppo di <strong>medulloblastoma</strong> con alcune caratteristiche molecolari, la ricerca ha visto la luce anche grazie al sostegno della <strong>Fondazione Armenise-Harvard</strong> di della <strong>Fondazione Airc</strong> per la ricerca sul <strong>cancro</strong>.</p>
<h2>Tumore celebrale nei bambini: le parole del Prof. Tiberi</h2>
<p>In base a quanto ritenuto dal gruppo di ricerca che vede a capo Luca Timperi (Armenise-Harvard Laboratory of Brain Cancer, Università di Trento), a scatenare dunque questo tumore sarebbero dei neuroni impazziti, ecco le parole di <strong>Timperi</strong>: &#8220;Abbiamo identificato un nuovo meccanismo attraverso il quale si sviluppa il medulloblastoma. Prima si pensava che le cellule staminali, che soprattutto nei bambini danno luogo alla proliferazione e alla crescita dei tessuti, fossero le uniche in grado di dare origine a tumori. Noi invece abbiamo dimostrato che anche i neuroni, ovvero le cellule mature, possono farlo. Questa scoperta apre nuovi ambiti nella ricerca sul cancro e potrebbe anche cambiare il modo di fare diagnosi e di testare e sviluppare nuovi farmaci anti-tumorali&#8221;.</p>
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<p>Si apre dunque uno spiraglio importante per la cura di questa <strong>patologia</strong>. Difatti ad oggi i <a href="https://www.chenews.it/2019/12/16/sisalva-datumorealcervello-commoventelettera-delpadre/">tumori cerebrali</a> hanno poche possibilità terapeutiche, la chirurgia non sempre è un&#8217;ipotesi realizzabile, mentre chemio e radio terapia spesso non di dimostrano risolutive. Capita piuttosto frequentemente che il <strong>tumore</strong> si ripresenti a distanza di tempo con una recidiva e in questi casi le cure sono generalmente inefficaci. Ad oggi i dati parlano di una sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi del 60/70%.
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