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<p><strong>Nuove e ottime speranze per curare la malattia del Parkinson, che affligge ogni anno centinaia di persone, con il test svolto su un farmaco promettente.</strong></p>
<figure id="attachment_38550" aria-describedby="caption-attachment-38550" style="width: 1270px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-38550 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/12/Anziano.jpg" alt="Parkinson" width="1280" height="720" /><figcaption id="caption-attachment-38550" class="wp-caption-text">Uomo anziano con in mano una pallina (Fonte: Pixabay)</figcaption></figure>
<p>Nuove importanti notizie dal mondo medico, si accende la speranza per tutti gli affetti da <strong>Parkinson</strong> grazie ai buoni risultati ottenuti dal test su un <strong>farmaco</strong>, il <strong>Nilotinib</strong>.</p>
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<p>Il<strong> morbo di Parkinson</strong> è una <strong>malattia neurodegenerativa</strong> che si evolve in maniera lenta e progressiva e va ad intaccare delle funzioni che riguardano il movimento e l&#8217;equilibrio di una persona.</p>
<p>Ecco dunque perché questa <strong>patologia</strong> rientra nella definizione di “Disordine del movimento”.</p>
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<p>Tra i principali sintomi di questa <a href="https://www.chenews.it/2019/12/17/bebe-vio-vita-campionessa-disabile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>malattia</strong></a> ci sono il tremore persistente a riposo, la rigidità del corpo e l&#8217;instabilità nella postura.</p>
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<p>Il <strong>Parkinson</strong> colpisce generalmente tutti i gruppi etnici e si diffonde in maniera abbastanza equilibrata in entrambi i sessi.</p>
<p>Forse, si riscontra una lieve presenza in più di questo <strong>patologia</strong> nelle persone di sesso maschile.</p>
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<p>Generalmente la <strong>malattia</strong> si riscontra intorno ai 60 anni, ma può anche presentarsi con esordio giovanile tra i 20 e i 40 anni.</p>
<p>Adesso finalmente è arrivata una splendida notizia per tutte le persone che soffrono di questa <strong>patologia</strong>.</p>
<p>Dopo ben 5 anni di studi, pare che il <strong>Nilotinib</strong>, <strong>farmaco</strong> generalmente usato per trattare la leucemia mieloide cronica, sia il candidato ufficiale per curare il <strong>Parkinson</strong>.</p>
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<p>Nel 2015 alcuni ricercatori del Georgia University Medical Center avevano scoperto gli effetti positivi che questo <strong>farmaco</strong> aveva sui pazienti con patologie neurodegenerative.</p>
<h2>Gli effetti del farmaco sui pazienti affetti dalla malattia</h2>
<figure id="attachment_38551" aria-describedby="caption-attachment-38551" style="width: 1270px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-38551 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/12/Anziani-camminano.jpg" alt="Coppia anziana" width="1280" height="868" /><figcaption id="caption-attachment-38551" class="wp-caption-text">Coppia anziana che cammina insieme (Fonte: Pixabay)</figcaption></figure>
<p>Il <strong>Nilotinib</strong> oltre ad essere stato un <strong>farmaco</strong> molto ben tollerato, è capace di rilasciare dosi importanti di dopamina, una sostanza chimica che nelle persone affette da <strong>Parkinson</strong> è molto carente.</p>
<p>Grazie dunque al <strong>Nilotinib</strong> pare che si riesca anche a rallentare il declino motorio, notizia già molto importante.</p>
<p>Chiaramente sono stati fatti dei test per scoprire gli effetti di questo <strong>farmaco</strong> su pazienti affetti dalla <strong>malattia</strong> del <a href="https://www.chenews.it/2019/02/10/sanremo-vincenzo-mollica-ho-parkinson-sono-quasi-cieco/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Parkinson</strong></a>.</p>
<p>Persone con un&#8217;età che si aggira attorno ai 70 anni sono stati divisi in due gruppi, uno dei due trattati con il <strong>farmaco</strong> e l&#8217;altro con un placebo.</p>
<p>Durante questi test sulle persone affette da <strong>Parkinson</strong> sono stati usati dei dosaggi inferiori rispetto a quelli che generalmente vengono somministrati a pazienti oncologici.</p>
<p>Da questo studio è uscito fuori che le persone che avevano assunto il <strong>farmaco</strong> mostravano non soltanto un incremento della dopamina del 50%, ma anche una riduzione di proteine tossiche che sono caratteristiche di questa malattia.</p>
<p>Tutti i pazienti trattati con il <strong>Nilotinib</strong> hanno anche ottenuto un miglioramento dei controllo dei movimenti.</p>
<p>Non resta dunque che attendere ancora per avere maggiori informazioni riguardo a questo <strong>farmaco</strong>, ma già questa notizia fa molto ben sperare.
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