<p><strong> il Tribunale di Roma sancisce la vittoria di CasaPound contro il colosso Facebook: il social dovrà riaprire immediatamente la pagina del partito di estrema destra.</strong></p>
<figure id="attachment_37611" aria-describedby="caption-attachment-37611" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-37611" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/12/GettyImages-857542138-650x434.jpg" alt="casapound contro Facebook " width="650" height="434" /><figcaption id="caption-attachment-37611" class="wp-caption-text">Photo credit should read ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;"><em>&#8220;Il soggetto che non è presente su Facebook è di fatto escluso (o fortemente limitato) dal dibattito politico italiano, come testimoniato dal fatto che la quasi totalità degli esponenti politici italiani quotidianamente affida alla propria pagina Facebook i messaggi politici e la diffusione delle idee del proprio movimento&#8221;.</em></p>
<p>Con questa motivazione <a href="https://www.chenews.it/2019/12/12/casapound-vince-contro-facebook-account/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il Tribunale Civile di Roma ha accolto il ricorso presentato del <strong>movimento di estrema destra Casapound</strong></a> in seguito alla disattivazione della pagina ufficiale avvenuta il 9 settembre da parte di <strong>Facebook</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><em>&#8220;Il ricorso va accolto e va ordinato a Facebook l&#8217;immediata riattivazione della pagina dell&#8217;Associazione di Promozione Sociale CasaPound&#8221;</em></p>
<h2>Casapound vince contro Facebook</h2>
<figure id="attachment_37612" aria-describedby="caption-attachment-37612" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-37612" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/12/GettyImages-141615195-650x423.jpg" alt="casapound pagina Facebook" width="650" height="423" /><figcaption id="caption-attachment-37612" class="wp-caption-text">Photo credit should read GABRIEL BOUYS/AFP via Getty Images</figcaption></figure>
<p>Il Tribunale di Roma &#8220;ha condannato <strong>Facebook</strong> alla rifusione delle spese di giudizio sostenute da Associazione di promozione sociale <strong>CasaPound</strong> Italia e Davide Di Stefano, liquidate in complessivi 15mila euro, oltre spese generali ed accessori come per legge&#8221;, oltre a una pensale di euro 800 per ogni giorno di violazione dell&#8217;ordine impartito.</p>
<p>A quanto pare dunque, nel XXI secolo, è stata ufficialmente sancita l&#8217;impossibilità di fare politica senza avvalersi del sempre più incombente universo social. Si legge infatti nella sentenza:</p>
<p style="text-align: center;"><em>&#8220;E&#8217; infatti evidente il rilievo preminente assunto dal servizio di Facebook (o di altri social network ad esso collegati) con riferimento all&#8217;attuazione di principi cardine essenziali dell&#8217;ordinamento come quello del pluralismo dei partiti politici (49 Cost.). [&#8230;] Il rapporto tra Facebook e l&#8217;utente che intenda registrarsi al servizio (o con l&#8217;utente già abilitato al servizio come nel caso in esame) non è assimilabile al rapporto tra due soggetti privati qualsiasi in quanto una delle parti, appunto Facebook, ricopre una speciale posizione: tale speciale posizione comporta che Facebook, nella contrattazione con gli utenti, debba strettamente attenersi al rispetto dei principi costituzionali e ordinamentali finché non si dimostri (con accertamento da compiere attraverso una fase a cognizione piena) la loro violazione da parte dell&#8217;utente. Il rispetto dei principi costituzionali e ordinamentali costituisce per il soggetto Facebook a un tempo condizione e limite nel rapporto con gli utenti che chiedano l&#8217;accesso al proprio servizio&#8221;.</em></p>
<p><strong>Casapound riavrà così la sua pagina Facebook</strong> e il social dovrà fare tesoro dell&#8217;esperienza: mai intralciare il dibattito politico italiano!</p>