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<p><strong>Il vulcanologo Mario Mattia avverte sul temutissimo &#8220;Big One&#8221; indicando le aree a rischio e soffermandosi su quelle più vulnerabili</strong></p>
<figure id="attachment_37043" aria-describedby="caption-attachment-37043" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-37043" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/12/GettyImages-1074844190-1-650x433.jpg" alt="Conseguenze del terremoto (Getty Images)" width="650" height="433" /><figcaption id="caption-attachment-37043" class="wp-caption-text">Conseguenze del terremoto (Getty Images)</figcaption></figure>
<p>A seguito degli ultimi eventi sismici che stanno interessando la penisola (Tra gli ultimi quelli di <a href="https://www.chenews.it/2019/12/06/terremoto-a-napoli-registrata-nella-notte-una-scossa-di-magnitudo-2-8/">Firenze</a> e <a href="https://www.chenews.it/2019/12/06/terremoto-a-napoli-registrata-nella-notte-una-scossa-di-magnitudo-2-8/">Napoli</a>) <strong>Mario Mattia</strong>, vulcanologo dell&#8217;<b>Istituto nazionale di sismologia e vulcanologia di Catania,</b> intervistato dall&#8217;<strong>Adnkronos</strong> parla così di un probabile terremoto in <strong>Sicilia</strong>: &#8220;Il <strong>Big One</strong> in <strong>Sicilia</strong>? Arriverà, di certo. Ma è impossibile prevedere quando&#8221;. Laddove per &#8220;Big one&#8221; si intende un terremoto di forte magnitudo che potrebbe colpire alcune zone d&#8217;Italia.</p>
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<p>&#8220;Non c&#8217;è dubbio che ci sarà un<strong> terremoto catastrofico</strong> simile a quello del 1693, ma è ovvio che non possiamo dire quando si verificherà &#8211; prosegue il <strong>vulcanologo</strong> &#8211; Catania è stata distrutta nel 1189, è stata rasa al suolo nel 1693 e siccome non è cambiata la geologia della zona, che è sempre quella, così come gli sforzi a cui sono soggette le faglie, è realistico e ovvio pensare che altri eventi sismici importanti si verificheranno&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;ultimo <strong>evento sismico</strong> del 1990 che purtroppo causò tredici vittime nella zona di Carlentini è solo un esempio di ciò che può succedere e fu, anzi, un<strong> terremoto</strong> relativamente piccolo che in altre parti del mondo non avrebbe creato danni &#8211; fa sapere Mattia &#8211; Pensate ad un terremoto di 7,5 gradi, come quello che è stato stimato del 1693, che tipo di danni potrebbe fare in una città estremamente vulnerabile come <strong>Catania</strong>. Ma lo stesso discorso vale pure per<strong> Ragusa</strong> e <strong>Siracusa</strong> e le loro province che negli anni hanno edificato in modo dissennato&#8221;.</p>
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<h2>Il Big One è una certezza, ma ci sono delle aree fortemente vulnerabili</h2>
<figure id="attachment_4332" aria-describedby="caption-attachment-4332" style="width: 290px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-4332" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/01/etna-3898191_960_720-300x200.jpg" alt="etna cenere aeroporto fontanarossa riapre" width="300" height="200" /><figcaption id="caption-attachment-4332" class="wp-caption-text">L&#8217;attività esplosiva dell&#8217;Etna (Getty Images)</figcaption></figure>
<p>Secondo l&#8217;esperto dunque il &#8220;<strong>Big One</strong>&#8221; è una certezza, ad ogni modo è praticamente impossibile fare delle previsioni. &#8220;Se parliamo poi di vulcani &#8211; dice <strong>Mattia</strong> &#8211; e di grosse eruzioni anche quelle potranno verificarsi in futuro, impossibile dire con certezza date. E il destino di chi vive in queste zone particolari della terra come la <strong>Sicilia</strong>, la <strong>California</strong>, alcune zone del <strong>Giappone</strong>. Convivere, insomma, con questo rischio. Purtroppo occorre dire che l&#8217;impatto di <strong>forti terremoti</strong> nella realtà siciliana e catanese in particolare sarebbe devastante&#8221;.</p>
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<p>Il <strong>vulcanologo</strong> ha poi fatto una riflessione sull&#8217;impatto che alcune <strong>eruzioni</strong> possono avere sul territorio ed ha commentato: &#8220;purtroppo si tende a costruire in zone a forte rischio di invasione lavica per scelte politiche a volte scellerate nel corso del tempo. Per citarne una su tutte, negli anni &#8217;50 un sindaco di <strong>Catania</strong> venne accolto tra ali di folla perché a <strong>Roma</strong> riuscì ad ottenere la<strong> declassificazione sismica</strong> del capoluogo etneo. Dando così la possibilità di sviluppare in modo importante l&#8217;attività edilizia a <strong>Catania</strong>, ma senza nessun rispetto di criteri <strong>antisismici</strong>. E questo fa sì che grossi pezzi della città siano vulnerabili&#8221;.</p>
<p>Per concludere, a proposito dell&#8217;<strong>Etna, Mattia</strong> dice: &#8220;l&#8217;<strong>Etna</strong>, da<strong> vulcano attivo</strong>, è in una fase abbastanza attiva. I catanesi noteranno questo degassamento da tutti i crateri che significa come il magma sia a livelli molto superficiali. Nessun allarmismo, ma questo fa riflettere su come nei prossimi mesi o anni, ci sarà una <strong>eruzione</strong> di cui non possiamo prevedere l&#8217;entità&#8221;.</p>
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<p> ;</p>

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