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<p><strong>La muffa in casa costituisce un pericolo per la salute na non sottovalutare, perchè potenzialmente letale. Scopriamo quali sono i sintomi da non sottovalutare e come risolvere definitivamente il problema</strong></p>
<figure id="attachment_36538" aria-describedby="caption-attachment-36538" style="width: 566px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-36538" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/12/17426377_10212298480766697_4653548647908230186_n-576x500.jpg" alt="La muffa fa male" width="576" height="500" /><figcaption id="caption-attachment-36538" class="wp-caption-text">Muffa nelle pareti domestiche (Facebook)</figcaption></figure>
<p>La <strong>muffa</strong> è un tipo di <strong>fungo pluricellulare</strong> che tende a svilupparsi molto in ambienti confinati incidendo pesantemente sulla qualità dell&#8217;aria che respiriamo. Essa ci espone a <a href="https://www.chenews.it/2019/12/03/salute-5alimenti-ci-stanno-avvelenando/">rischi per la salute che molto spesso vengono sottovalutati</a> o addirittura completamente ignorati. In primo luogo può capitare che la muffa presente negli angoli delle pareti domestiche, sul soffitto del bagno, oppure nei pressi di finestre, solai e scantinati possa provocare l&#8217;insorgenza di infezioni, reazioni allergiche o risultare tossici.</p>
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<p>La causa che determina lo sviluppo della <strong>muffa</strong> è da rinvenire nell&#8217;alto tasso di umidità presente nell&#8217;aria degli ambienti confinati.</p>
<p>Il problema della <strong>muffa</strong>, oltre ad incidere su un piano estetico all&#8217;interno delle abitazioni, è causa silente dello svilupparsi di una serie di problematiche che colpiscono l&#8217;uomo e che spesso si fa difficoltà ad associare a questi <strong>microorganismi</strong>.</p>
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<p>Le patologie associate alla <strong>muffa</strong> sono davvero tante, a partire dalle asme croniche dei bambini (si stima che ben il 13% delle asme croniche dei più piccoli siano dovute proprio alla presenza di un&#8217;umidità eccessiva nelle abitazioni).</p>
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<p>Altri sintomi, spesso considerati &#8220;senza causa&#8221; ma in realtà connessi alla proliferazione di questi funghi, sono un eccessivo affaticamento, una debolezza cronica, una sensazione di malessere dopo aver praticato attività sportiva, crampi e dolori muscolari e articolari, persistenti mal di testa, rossore agli occhi e visione sfocata, vertigini, dolori addominali, nausea, diarrea, sudorazione notturna, necessità continua di urinare, in realtà l&#8217;elenco potrebbe continuare quasi all&#8217;infinito.</p>
<p>Tra le malattie più gravi dovute all&#8217;esposizione da <strong>muffa</strong> sono da annoverare l&#8217;<strong>Aspergillosi Broncopolmonare Allergica (ABPA)</strong>. Si tratta di una malattia polmonare causata da parti di muffe del genere &#8216;Aspergillus&#8217;. A rischio di contrarre questa malattia sono innanzi tutto quei pazienti che sono già affetti da grave asma cronica.</p>
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<p>Un&#8217;altra conseguenza dell&#8217;esposizione ad umidità eccessiva è l&#8217;insorgenza di <strong>infezioni interne di tipo fungineo o batterico</strong> in grado di rivelarsi potenzialmente letali. Soggetti a rischio sono i pazienti con un sistema immunitario molto indebolito, come chi ha subito un trapianto di organi oppure chi sta combattendo contro un cancro.</p>
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<p>Oltretutto, la<strong> muffa</strong> è essa stessa <strong>cancerogena</strong> a causa del rilascio di tossine molto pericolose. Ma come fare a capire se il proprio organismo è esposto a <strong>tossine derivanti da funghi</strong>? Esistono dei test ed esami medici che riescono a rispondere a questo quesito. Nel caso in cui l&#8217;esito di questi test sia positivo sarà necessario sia seguire una terapia apposita, che procedere immediatamente alla bonifica dell&#8217;ambiente domestico.</p>
<h2>Muffa in casa: come correre ai ripari</h2>
<figure id="attachment_36539" aria-describedby="caption-attachment-36539" style="width: 506px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-36539" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/12/26733508_180039279259424_2303838837269105061_n-516x500.jpg" alt="Muffa sul soffitto" width="516" height="500" /><figcaption id="caption-attachment-36539" class="wp-caption-text">Muffa sul soffitto (Facebook)</figcaption></figure>
<p>La prima cosa da fare è quella di andare alla ricerca della fonte del problema di umidità: può trattarsi di una tubazione che perde, di infiltrazioni di pioggia attraverso il tetto, o la stessa acqua presente negli intonaci quando è in corso l&#8217;asciugatura dei materiali.</p>
<p>Come vedete, si tratta di sintomi che possono essere legati alle cause più diverse, tra le quali la<strong> muffa</strong>, che tuttavia viene regolarmente ignorata.</p>
<p>La prima cosa da fare è ovviamente quella di guardarsi intorno. La presenza di <strong>muffa</strong> nella nostra abitazione è un primo campanello d’allarme: non sottovalutiamo questa circostanza riducendola ad un semplice fattore estetico della casa.</p>
<p>Quindi bisogna passare alla fase della rimozione del problema. In questo senso esistono dei protocolli da seguire, come le<strong> Linee Guida dell&#8217;Ente di Protezione Americano (EPA)</strong> che spiegano i vari passaggi prestando particolarmente attenzione a come evitare contaminazioni e pericoli per la salute, ad ogni modo, il consiglio è sempre quello di rivolgersi a personale qualificato ed esperto nel trattamento e nell&#8217;eliminazione di queste problematiche.</p>
<p>Può pero capitare di essere di fronte ad un tipo di muffa che non trova la sua origine in perdite di tubazioni o infiltrazioni, ma che risulta legata al fenomeno della <strong>condensa</strong>. Andrà quindi fatta particolare attenzione ad alcune pratiche. Si dovrà evitare di asciugare i panni all&#8217;interno di abitazioni, occorrerà coprire le pentole durante la fase di bollitura, areare regolarmente tutte le camere, aprire le finestre dei bagni o utilizzare un efficace sistema di ventilazione, non posizionare gli arredi a ridosso delle pareti ma spostarli di alcuni centimetri, evitare di far scendere la temperatura dell&#8217;abitazione al di sotto dei 15° e soprattutto avere un buon isolamento dall&#8217;esterno. Senza dimenticare che esistono delle <a href="https://www.chenews.it/2019/11/26/camminare-viveremeglio-buone-abitudini-salute/">sane abitudini come quella di una passeggiata all&#8217;aria aperta</a> che possono risultare particolarmente salutari in questi casi.</p>
<p> ;</p>

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