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<p><strong>Daspo, divieto di accedere alle manifestazioni sportive, ad un allenatore di una squadra di calcio di 11enni: ha dato del &#8220;terrone&#8221; all&#8217;arbitro</strong></p>
<figure id="attachment_34473" aria-describedby="caption-attachment-34473" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-34473 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/11/Daspo-2.jpg" alt="Daspo ad un allenatore di una squadra di calcio di ragazzini" width="1200" height="667" /><figcaption id="caption-attachment-34473" class="wp-caption-text">Daspo ad un allenatore di una squadra di calcio di 11enni (tgcom24)</figcaption></figure>
<p>Il deprecabile fenomeno del <strong>razzismo</strong> nel calcio non colpisce soltanto i celebrati assi del pallone, fatti oggetto di<strong> inqualificabili ululati</strong>, ma purtroppo non ne risparmia neanche le categorie giovanili. L<strong>&#8216;allenatore di una squadra di calcio della categoria esordienti</strong>, composta da ragazzini di 11 anni, è stato raggiunto da un <strong>Daspo </strong>di un anno dopo aver dato del &#8220;<strong>terrone</strong>&#8221; all&#8217;arbitro durante una partita a <strong>Sacile</strong>, in provincia di Pordenone. Secondo quanto ricostruito dagli uomini della Digos, il <strong>42enne allenatore</strong> al culmine di un&#8217;azione di gioco, rivolgendosi ai propri baby calciatori in panchina, ha apostrofato &#8220;<strong>terrone</strong>&#8221; l&#8217;arbitro, tra l&#8217;altro, dirigente della squadra avversaria<strong> abilitato a dirigere le partite</strong> dopo aver concluso uno specifico corso in Federazione. Ora per effetto di tale provvedimento il 42enne per un anno dovrà <strong>tenersi alla larga dai luoghi</strong> dove sono in corso eventi calcistici oltre a lasciare il proprio incarico di allenatore.</p>
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<h2>Pordenone, Dapso ad un allenatore di 11enni. Il Questore: &#8220;Esempio diseducativo&#8221;</h2>
<p>Il <strong>Daspo,</strong> firmato dal Questore di Pordenone <strong>Marco Odorisio</strong>, si è reso necessario dopo la pubblicazione di un articolo che riferiva delle <strong>lamentele dei genitori</strong> dei giovanissimi calciatori presenti alla partita incriminata per il comportamento del 42enne che non lesinava <strong>epiteti offensivi</strong> anche nei confronti dei giovanissimi atleti in campo ed in panchina. Di qui il <strong>Daspo</strong> per il 42 dal momento che, come sottolineato dal Questore, &#8220;<strong>non</strong> <strong>è certamente edificante</strong> che chi dovrebbe avere il compito di assolvere alle funzioni di educatore, insegnando il rispetto delle regole attraverso l&#8217;attività sportiva, si trasformi, invece, in un<strong> esempio diseducativo</strong> che non si concilia con le aspettative di giovani adolescenti che identificano nell&#8217;allenatore di calcio un <strong>modello positivo da imitare</strong>&#8220;. Ad aggravare il quadro il fatto che queste condotte verbalmente e materialmente violente siano state adottate <strong>in presenza e rivolte a ragazzini di 11 anni</strong>. Ecco perché personaggi del genere dovrebbero essere <strong>banditi dai campi di calcio a vita</strong>.</p>
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