<h2><strong>Secondo i dati raccolti dall&#8217;Istat le mamme italiane non riescono a conciliare la famiglia e la carriera e in alcuni casi sono costrette a lasciare il lavoro</strong></h2>
<figure id="attachment_34494" aria-describedby="caption-attachment-34494" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-34494" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/11/Istat-mamme.jpg" alt="Istat mamme" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-34494" class="wp-caption-text">Dati Istat mamme lavoratrici in Italia (Instagram)</figcaption></figure>
<p>Il cambio di stile nelle abitudini quotidiane, non ha cambiato il binomio <strong>donna-casa</strong>, che continua ad imperversare. Una situazione non proprio rosea, soprattutto per quanto riguarda il <strong>lavoro</strong>, in quanto spesso e volentieri le donne non riescono a conciliare il ruolo di mamma con quello di lavoratrici.</p>
<p>Secondo i dati raccolti dall&#8217;<em>Istat</em> &#8220;appena&#8221; il 57% riesce a tener testa alle due attività, compiendo sforzi e sacrifici di grande importanza. Decisamente negativo vista anche la situazione in<strong> Italia</strong>, in cui sono praticamente necessari i due stipendi per poter mettere su famiglia.</p>
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<h2>Istat mamme: i dati nel dettaglio</h2>
<figure id="attachment_11006" aria-describedby="caption-attachment-11006" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-11006" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/04/GettyImages-11351862941.jpg" alt="Mamme Istat" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-11006" class="wp-caption-text">Bambini (GettyImages)</figcaption></figure>
<p>In virtù della suddetta situazione, l&#8217;11% delle donne rinunciano al lavoro per potersi dedicare alla crescita dei propri figli. Una percentuale che se rapportata con la media europea (3,7%), lascia in dote una serie di riflessioni. Nel<strong> meridione</strong> il quadro è ancor più &#8220;drammatico&#8221; con una donna su cinque che opta per l&#8217;<strong>abbandono della carriera</strong>. L&#8217;altra faccia della medaglia, è quella dell&#8217;89,3% dei padri, che riesce a mantenere lo stato occupazionale.</p>
<p>Dunque sono le persone di sesso femminile a <strong>modificare le proprie abitudini</strong> di vita per il &#8220;bene&#8221; della famiglia. Addirittura il 38,3% delle lavoratrici hanno dichiarato di averlo fatto, magari optando per un part time o facendosi aiutare da qualcuno. Per quanto concerne gli uomini, appena l&#8217;11,9% si è adattato in maniera differente dopo la paternità.</p>
<p>Coloro che ricorrono ad aiuti nella gestione dei figli (decidendo quindi non rinunciare al lavoro), optano per lo più su amici e parenti (in particolar modo sui nonni) anziché sui servizi pubblici come <strong>asili nido, ludoteche</strong> e <strong>baby sitter</strong> (circa il 38%). Una situazione dovuto all&#8217;eccessivo costi dei servizi o alla mancanza di disponibilità di posti nei vari tipi di asilo. Ad onor del vero diverse<strong> mamme</strong> hanno affermato di avere bisogno di questo genere di strutture (il 23% per chi ha figli al di sotto dei 5 anni).</p>
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