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<h2 style="text-align: justify;">Allarme nelle scuole: mamme preoccupate per la presenza di chat in classe con la diffusione di immagini di sesso e violenza tra i ragazzi</h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-33858" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/11/telefono-scuola-2.jpg" alt="Allarme nelle scuole" width="1200" height="600" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Allarme nelle scuole:</strong> sesso e violenza in alcune chat WhatsApp di classe. Scoperta la diffusione nelle classi di un istituto di immagini dal contenuto non educativo. Nello specifico si tratta di immagini di sesso e violenza che hanno fatto il giro del web. E tra gli alunni.</p>
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<p style="text-align: justify;">Preoccupante la situazione che parte dall&#8217;uso indiscriminato del cellulare anche durante le ore di lezione. Un <a href="https://www.chenews.it/2019/11/15/tony-colombo-nonelarena-troupe-giletti/">malcostume tutto italiano</a> che purtroppo ha preso piede anche tra i più piccoli di età.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto si apprende tutto avrebbe avuto inizio domenica scorsa. Alcuni giovani studenti hanno pensato a un gioco molto particolare. Una specie di sfida su internet. L’idea sarebbe stata quella di aprire un<strong> gruppo</strong> <strong>WhatsApp</strong> e vedere se riuscivano a raggiungere cinquecento persone.</p>
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<p style="text-align: justify;">Obiettivo raggiunto. Peccato per loro però che l’innocente gioco si sia trasformato in brevissimo tempo in qualcosa di più <a href="https://www.chenews.it/2019/11/15/emergenza-venezia-nemico-mare-sale/">preoccupante</a>. Non del tutto innocuo per l&#8217;età dei partecipanti. In poco tempo si sono <strong>diffusi moltissimi messaggi con foto e video, alcuni dei quali non proprio leciti, che si sono susseguiti sulla chat.</strong></p>
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<h2 class="entry-title" style="text-align: justify;">WhatsApp finisce sotto accusa per la diffusione nelle classi di video con immagini di violenza e sesso tra gli alunni</h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-33863" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/11/telefono-scuola1.jpg" alt="Allarme nelle scuole" width="1200" height="800" /></p>
<p style="text-align: justify;">A finire sotto accusa è <strong>WhatsApp</strong>. Dito puntato sull&#8217;applicazione, dunque. Secondo quanto riportato in un articolo di Milano Corriere, i genitori di una scuola nel Milanese avrebbero denunciato quanto avvenuto in una <strong>chat di classe</strong>.</p>
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<p style="text-align: justify;">Si è arrivati così nel giro di due giorni con diversi ragazzini che avrebbero ricevuto sui propri telefonini <strong>filmati pedopornografici,</strong> <strong>bestemmie</strong>, <strong>inni violenti verso immagini religiose e altre volgarità</strong>. E il fenomeno non sembrava accennare a fermarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma per fortuna caso h voluto che alcuni genitori si siano accorti di quanto stava avvenendo e hanno deciso di denunciare tutto. Si tratta dei genitori di alunni frequentanti le classi della<strong> scuola media Istituto Paolo Neglio, a Pogliano Milanese. </strong>Comune di circa 8mila residenti, alle porte di Milano.</p>
<h2 style="text-align: justify;">La scuola non ha responsabilità. Infatti nell&#8217;Istituto sarebbe anche vietato l’uso del telefonino. Casi analoghi anche a Roma</h2>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto si è scoperto <strong>sarebbe stato un 13enne ad aver avuto l&#8217;idea di dare il via alla chat</strong>, con lo scopo di raggiungere cinquecento e più persone. Ognuna delle quali sarebbe entrata con il ruolo di <strong>amministratore</strong> potendone aggiungere altre per allargare sempre più il gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a quella di Milano situazione purtroppo analoga anche a Roma. Come si legge sempre nell’articolo, il genitore di una scuola romana avrebbe tentato di informare del fenomeno gli altri genitori, ma sarebbe stato aggredito e quasi denunciato per <strong>violazione della privacy</strong>.
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