<p><strong>Secondo il primo ministro della Polonia, Mateusz Morawiecki, Netflix avrebbe dichiarato il falso all&#8217;interno della miniserie: &#8220;Solo il diavolo lo sa&#8221;</strong></p>
<figure id="attachment_33255" aria-describedby="caption-attachment-33255" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-33255" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/11/GettyImages-646752110-650x433.jpg" alt="Mappa nel documentario, la Polonia protesta con Netflix" width="650" height="433" /><figcaption id="caption-attachment-33255" class="wp-caption-text">Netflix (GettyImages)</figcaption></figure>
<p>Il primo ministro polacco, <strong>Mateusz Morawiecki</strong> attacca <strong>Netflix</strong>. Secondo il politico infatti, la piattaforma avrebbe mostrato all&#8217;interno di un documentario, campi di concentramento nati entro i confini dell&#8217;attuale <strong>Polonia</strong>. Cosa non del tutto inesatta, ma Morawiecki ci tiene a sottolineare che quei territori erano, all&#8217;epoca, sotto il dominio tedesco e che quindi Netflix, dovrebbe riscrivere l&#8217;episodio e correggere quello che sarebbe un grave errore.</p>
<p>Il primo ministro, avrebbe scritto direttamente al CEO di Netflix, <strong><span id="singleBody">Reed Hastings</span> </strong>chiedendogli di modificare la mappa. La denuncia, partita da Varsavia, è stata poi resa pubblica tramite un tweet partito dall&#8217;account ufficiale del <strong>Ministro degli affari esteri</strong> della Polonia.</p>
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<h2>Secondo la Polonia, Netflix avrebbe falsificato la storia con una mappa</h2>
<p>La mappa che ha scatenato le polemiche, è presente in uno degli episodi di <em>&#8220;Solo il diavolo</em> <em>lo sa&#8221;</em>, documentario che parla di <strong><span id="singleBody">John Demjanjuk</span></strong>, presunta guardia carceraria di uno dei campi di concentramento all&#8217;epoca presenti nell&#8217;Est Europa. Demjanjuk, era un uomo ucraino naturalizzato americano ed abitante di Cleveland.</p>
<p><strong>La nuova legge:</strong> Poco più di un anno fa, a marzo del 2018, proprio la Polonia ha istituito una nuova legge a proposito del tema Olocausto. Sarebbe condannabile con una pena fino a tre anni di reclusione infatti, chi dovesse definire &#8220;polacchi&#8221;, i campi di concentramento gestiti allora dai nazisti o chi dovesse accusare la Polonia di essere complice della Shoah.</p>