<p><strong>L&#8217;11 novembre 2007 perdeva la vita Gabriele Sandri, giovane tifoso della Lazio, che fu sparato per errore dal poliziotto Luigi Spaccarotella</strong></p>
<figure id="attachment_32983" aria-describedby="caption-attachment-32983" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-32983" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/11/Gabriele-Sandri-2.jpg" alt="Gabriele Sandri " width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-32983" class="wp-caption-text">Gabriele Sandri (screenshot Instagram)</figcaption></figure>
<p>Mai più 11 novembre, oggi più che mai. Sono passati ben 12 anni da una delle pagine più nere della storia del calcio italiano, dal giorno in cui il ventiseienne <strong>Gabriele Sandri</strong> (soprannominato <strong>Gabbo</strong>) morì presso l&#8217;area di sosta di <strong>Badia al Pino (Arezzo)</strong> per via di un colpo di pistola avventato da parte dell&#8217;agente <strong>Luigi Spaccarotella. </strong></p>
<p>Era in viaggio con gli amici verso<strong> Milano</strong> per seguire la &#8220;sua&#8221; <strong>Lazio</strong> a <strong>San Siro</strong>. In quel momento stava riposando dopo una serata passata a suonare in discoteca, ma in seguito ad alcuni disordini tra tifosi laziali e juventini, il poliziotto sopracitato, sparò per cercare di disperdere i protagonisti dei tafferugli, colpendo il malcapitato Gabriele.</p>
<p>In seguito a questo episodio <strong>Spaccarotella</strong> nel 2012 è stato condannato per omicidio dalla<strong> Corte di Cassazione</strong> a nove anni e quattro mesi di reclusione, che ha trascorso nel carcere militare di <strong>Santa Maria Capua Vetere</strong>. Dal 2017 gli è stata concessa la semilibertà e durante le ore diurne può uscire dal penitenziario. Nel 2020 o al massimo nel 2021 tornerà completamente libero.</p>
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<h2>Gabriele Sandri il ricordo dei tifosi della Lazio e non solo&#8230;</h2>
<figure id="attachment_32982" aria-describedby="caption-attachment-32982" style="width: 507px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-32982" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/11/Gabriele-Sandri.jpg" alt="Gabriele Sandri" width="517" height="468" /><figcaption id="caption-attachment-32982" class="wp-caption-text">Gabriele Sandri (Instagram)</figcaption></figure>
<p>Come ogni anno i sostenitori biancocelesti non hanno mancato la classica commemorazione (che avviene anche durante il resto dell&#8217;anno). Ieri in curva nord in occasione del match tra gli uomini di <strong>Simone Inzaghi</strong> e il <strong>Lecce</strong> è apparso uno striscione con su scritto <strong>&#8220;Gabriele sempre con noi</strong>&#8220;. Stanotte nella città Eterna e in particolar modo alla <strong>Balduina</strong>, il quartiere dove viveva il ragazzo sono stati affissi dei manifesti con una frase tanto emblematica, quanto commovente: &#8220;<strong>Sorridendo alle stelle e ancor più su&#8221;</strong>, frase estratta dal celebre brano <strong>&#8220;Piccolo Attila&#8221;</strong> di <strong>Gabriele Marconi.</strong></p>
<p>Non sono mancati gesti di solidarietà anche da parte di altre tifoserie del resto dello stivale. Da Nord a Sud tutti uniti nel nome di<strong> Gabbo</strong> con l&#8217;auspicio che non accada mai più niente di simile.</p>
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