Intesa M5S-Pd, due i nodi: taglio dei parlamentari ed il Conte bis

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti (Getty Images)

Due i nodi sulla strada del difficile negoziato tra il M5S ed il Pd per dare un governo al Paese: il taglio dei parlamentari ed il Conte bis

Giornata interlocutoria nel negoziato tra il M5S ed il Pd per arrivare ad un accordo che consenta la nascita di un governo, due i temi che dividono le due compagini: il no del Pd, nel nome della discontinuità, ad un Conte bis ed il taglio dei parlamentari. Eppure al termine del primo round di incontri tra le delegazioni dei rispettivi capigruppo, seguito da quello tra Zingaretti e Di Maio, definito “cordiale” da entrambi, si sono registrati timidi segnali di intesa. Clima costruttivo ed ampie convergenze, così, infatti, le delegazioni del M5S e del Pd hanno definito il loro primo incontro nel tentativo di trovare un’intesa foriera della nascita di un nuovo esecutivo dopo la crisi di governo aperta formalmente dalle dimissioni dell’ormai ex Premier Conte. Tuttavia, è ancora presto per cantare vittoria: a fronte di una convergenza sui temi dell’agenda ambientale e sociale, rimane sempre l’altro nodo del taglio dei 345 parlamentari che per i grillini, come ribadito dai capigruppo pentastellati D’Uva e Patuanelli durante il summit con gli omologhi dem, resta “un punto fondamentale e propedeutico alla prosecuzione del dialogo” tanto da aver chiesto garanzie in proposito alla loro controparte.

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Per contro, i democrat hanno preteso rassicurazioni sull’esclusività dell’interlocuzione visto che Salvini è tornato alla carica anche oggi tendendo di nuovo la mano agli ex alleati di governo: “Mi auguro che nessuno pensi di lasciare l’Italia in mano al Pd che ha perso tutte le elezioni e ne ha combinate di cotte e di crude. Un’ipotesi di governo M5S-Pd sta facendo rabbrividire cittadini e imprenditori. A Renzi, Boschi, Lotti, Boldrini, che gli italiani hanno cacciato, io dico no. E agli amici del M5S dico: “Volete riportare quelli che definivate il partito di Bibbiano, di Banca Etruria,della spartizione del Csm e delle Procure?”- Pur di evitare questo dico che le porte e le vie del Signore e della Lega sono infinite“. Una mossa, quest’ultima, del leader del Carroccio finalizzata, più che ad una ripresa della partnership governativa con i 5Stelle, a far deflagrare le contraddizioni e le polemiche intestine, per un presunto sabotaggio dell’intesa con i grillini da parte del Presidente Gentiloni, del Pd tanto che è dovuto intervenire il segretario Zingaretti chiedendo, attraverso una nota ufficiale, il silenzio-stampa in questa delicata fase del negoziato con i pentastellati per fermare lo stillicidio di dichiarazioni, post e tweet : “Faccio appello per l’ennesima volta alla responsabilità e a fermare questo continuo proliferare di comunicati, battute, interviste che mettono a rischio la nostra credibilità. Ovviamente non è mai esistita nessuna manovra del Presidente Gentiloni per far fallire l’ipotesi di un nuovo governo. Sostenerlo è ridicolo e offensivo”.

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