<p><strong>E&#8217; entrato in vigore il primo luglio lo scontrino elettronico: i negozianti dovranno ora adeguarsi alla nuova normativa anti-evasione </strong></p>
<figure id="attachment_17497" aria-describedby="caption-attachment-17497" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-17497 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/07/Registratore-di-Cassa-IStock.jpg" alt="scontrino elettronico registratore di cassa" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-17497" class="wp-caption-text">E&#8217; arrivato lo scontrino elettronico (IStock)</figcaption></figure>
<p>Da ieri 1 Luglio è diventato obbligatorio l&#8217;utilizzo dello <strong>scontrino elettronico</strong> per tutti gli esercizi commerciali con un fatturato superiore ai 400.000 euro. Al posto del normale scontrino o ricevuta fiscale cartacei, i negozianti devono ora rilasciare un documento con valenza esclusivamente commerciale e assicurarsi di memorizzare e trasmettere i relativi dati all&#8217;<strong>Agenzie dell&#8217;Entrate</strong>.</p>
<p>Numerose le conseguenze burocratiche e fiscali della nuova normativa introdotta con il decreto 119/2018 collegato alla legge di Bilancio. Per poter inviare i dati degli scontrini elettronici entro il termine stabilito di 12 giorni, gli esercizi commerciali dovranno infatti dotarsi di un <strong>apposito registratore di cassa</strong>, per il cui acquisto o adeguamento è prevista una detrazione del 50%. Il Decreto Crescita ha tuttavia introdotto alcune agevolazioni per chi ancora non si è adeguato alla normativa: da un lato una <strong>moratoria di sei mesi</strong> sulle sanzioni e dall&#8217;altro un servizio web con cui i negozianti potranno inviare i dati all&#8217;Agenzia delle Entrate.</p>
<p>Sono ad oggi esentati dall&#8217;emissione dello scontrino elettronico gli esercizi commerciali minori con fatturato inferiore ai 400.000 euro e alcune categorie tra cui ad esempio edicolanti e aziende di trasporto pubblico. Per loro lo normativa verrà comunque applicata a partire dal 1° gennaio 2020.</p>
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<h2>Scontrino elettronico: cosa cambia per i consumatori</h2>
<p>Se per i commercianti molte saranno le novità, poche saranno di fatto le conseguenze per i consumatori privati. Al posto del classico scontrino riceveremo infatti un documento con l&#8217;annotazione che <strong>non ha valore fiscale</strong>. Sarà però possibile, prima del pagamento e dell&#8217;operazione, chiedere espressamente che venga inserito anche il proprio codice fiscale. Nonostante non abbia valore fiscale, il nuovo scontrino elettronico avrà però <strong>valore commerciale</strong>, e potrà quindi essere utilizzato per esercitare i <strong>diritti di garanzia</strong> o per richiedere la deduzione delle spese dalla propria <strong>dichiarazione dei redditi</strong>.</p>