<figure id="attachment_10464" aria-describedby="caption-attachment-10464" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-10464" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/04/May-2-300x200.jpg" alt="" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-10464" class="wp-caption-text">La Premier Theresa May (Getty Images)</figcaption></figure>
<p><strong>Per uscire dallo stallo sulla Brexit la Premier May convoca a Downing Street i propri Ministri. Intanto le prime simulazioni in caso di &#8220;no deal&#8221; dipingono uno scenario da incubo</strong></p>
<p>Non si risolve l&#8217;impasse sulla <strong>Brexit</strong> dopo la bocciatura da parte della Camera dei Comuni delle 4 proposte di piano B alternative all&#8217;accordo strappato dalla <strong>May</strong> rendendo sempre più concreto lo spettro del &#8220;no deal&#8221;. E così la Premier, a 10 giorni dal possibile recesso non negoziato dall&#8217;Ue, ha convocato a <strong>Downing Street</strong> i propri Ministri. Sarà una riunione-fiume in cui la May dovrà decidere se optare per una Brexit più morbida rispetto al proprio piano, uscire senza alcun accordo o andare a nuove elezioni o ad un <strong>secondo referendum</strong>. Intanto nelle alte sfere delle istituzioni europee non si fanno più tanti illusioni su una Brexit concordata. &#8221; La Camera dei Comuni ha ancora una volta votato contro tutte le opzioni. Una <strong>hard Brexit</strong> diventa ormai quasi inevitabile. Mercoledì il Regno Unito ha l&#8217;ultima chance per uscire dalla situazione di stallo o affrontare l&#8217;<strong>abisso</strong> &#8220;, così ha twittato <strong>Guy Verhofstadt</strong>, coordinatore del Parlamento europeo sulla Brexit.</p>
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<h2>Brexit, la Premier May convoca i propri Ministri. Scenario da incubo in caso di &#8220;no deal&#8221;</h2>
<p><strong>Mark Sedwill</strong>, il Cabinet Secretary del governo, ha inviato alla May e ai suoi Ministri una missiva con una simulazione in caso di mancato accordo che delinea uno scenario <strong>a tinte</strong> <strong>fosche</strong>. Un&#8217;uscita non negoziata dall&#8217;Ue avrebbe serie conseguenze in tutti i comparti in quanto si aprirebbe una fase transitoria di <strong>almeno 3 mesi</strong> in cui andrebbero in panne tanto i servizi essenziali quanto la fornitura di alimenti. Inoltre si avrebbero<strong> aumenti del 10%</strong> dei prezzi dei prodotti alimentari, polizia e forze di sicurezza in difficoltà, in tilt alcune aziende che commerciano con l&#8217;Ue, governo pressato per salvare le imprese dal baratro, recessione e <strong>deprezzamento della sterlina</strong>, sistema giudiziario messo sotto pressione.</p>
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