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La scuola Diaz, teatro delle violenze durante il G8 di Genova

La Corte dei Conti impone ai poliziotti coinvolti nei fatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova un risarcimento di 3 milioni di euro.

Nuova condanna per i responsabili delle violenze della Scuola Diaz. Dopo quasi vent’anni dal G8 di Genova, la Corte dei Conti ha condannato poliziotti, ispettori e dirigenti a pagare 2 milioni ed 800 mila euro di danni materiali. Le accuse sono anche di false prove, con l’intento di coprire gli atti commessi da poliziotti ed agenti nella scuola Diaz, con il giudice che parla di “sonno della ragione” per definire quella notte. Inoltre c’è un’altra sentenza in attesa di giudizio per un totale di cinque milioni di euro per “danni d’immagine”, che dovrà essere emessa dalla Corte Costituzionale il prossimo 22 maggio. Gli imputati dovranno risarcire le vittime anche per gli abusi perpetrati con la creazione di prove ad arte per giustificare l’arresto delle persone. La Corte europea dei diritti dell’uomo condannò l’Italia per la mancanza di una legge sul reato di tortura, legge arrivata, poi, nel 2017 tra molte polemiche.

I fatti della scuola Diaz

I cosiddetti “fatti della scuola Diaz” sono avvenuti durante lo svolgimento del G8 di Genova nel 2001: nel quartiere di Albaro, a Genova. La sera del 21 luglio 2001, tra le ore 22 e mezzanotte, nelle scuole Diaz, Pertini e Pascoli, divenute centro del coordinamento del Genoa Social Forum, guidato da Vittorio Agnoletto, facevano irruzione i Reparti mobili della Polizia di Stato con il supporto operativo di alcuni battaglioni dei Carabinieri. Furono fermati 93 attivisti e furono portati in ospedale 61 feriti, dei quali 3 in prognosi riservata e uno in coma. Finirono sotto accusa 125 poliziotti, compresi dirigenti e capisquadra, per quello che fu definito un pestaggio da “macelleria messicana” dall’allora vicequestore Michelangelo Fournier.

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