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<figure id="attachment_6673" aria-describedby="caption-attachment-6673" style="width: 605px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-6673 " src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/02/Catacombe-Comodilla.jpg" alt="Graffito che testimonia la prima lingua intermedia tra latino e volgare. Per Antonelli si trattava di uno di quei segreti da dire a bassa voce durante le messe" width="615" height="288" /><figcaption id="caption-attachment-6673" class="wp-caption-text">Catacombe Comodilla</figcaption></figure>
<p><strong>Graffito che testimonia la prima lingua intermedia tra latino e volgare. Per Antonelli si trattava di uno di quei segreti da dire a bassa voce durante le messe</strong></p>
<p>Il graffito di <strong>Commodilla</strong> si trova nelle omonime catacombe a <strong>Roma</strong> e risale al IX secolo: è ritenuto la prima testimonianza di una lingua intermedia tra latino e volgare. È inciso nella cornice di un affresco nella cripta dei santi Felice e Adautto. Il luogo, al secondo dei tre piani interrati, doveva presumibilmente essere usato per le funzioni religiose. Nella scritta leggiamo: &#8220;Non dicere ille secrita a bboce&#8221;, ossia: &#8220;Non dire le cose segrete della messa ad alta voce&#8221;. Il graffito, secondo alcuni esperti, rappresenta la testimonianza di una lingua intermedia tra latino e volgare. L&#8217;affresco è stato realizzato tra il VI ed il VII secolo ma due secoli dopo viene spostato a causa di alcuni saccheggi nella zona San Paolo.</p>
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<h2>Le ipotesi di Antonelli, forse uno sfottò</h2>
<p><strong>Giuseppe Antonelli</strong> fa due ipotesi sulle intenzioni dello scrivente: la prima è che fosse un &#8220;avviso&#8221; per ricordare al sacerdote di abbassare la voce al momento di pronunciare le &#8220;orazioni segrete&#8221;. La seconda che fosse uno sfottò diretto proprio a chi dimenticava di farlo. E&#8217; testimoniato nel primo capitolo del libro dello stesso Antonelli. Dato che in quel momento storico chi officiava la messa dava le spalle ai fedeli ed era rivolto verso l’altare, quel graffito lo aveva proprio davanti agli occhi, si diceva che le &#8220;cose segrete&#8221; erano le cose da dire a bassa voce.
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