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<figure id="attachment_5588" aria-describedby="caption-attachment-5588" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-5588" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/02/Latte.jpg" alt="Latte Protesta Sardegna" width="1200" height="816" /><figcaption id="caption-attachment-5588" class="wp-caption-text">Latte</figcaption></figure>
<p><strong>Mentre i pastori sardi sono in protesta contro il prezzo basso del latte, due malviventi ne hanno versato migliaia di litri nei campi. Arriva l&#8217;ultimatum di Coldiretti alla Regione Sardegna</strong></p>
<p> ;</p>
<p>In <strong>Sardegna</strong>, mentre i <strong>pastori</strong> continuano a p<strong>rotestare</strong> contro il<strong> prezzo basso</strong>, <strong>due uomini hanno versato migliaia di litri di latte</strong> sui campi. A <strong>Villacidro</strong> la tensione era alta quando i malviventi hanno compiuto intimidazioni contro un trasportatore di latte, affinché buttasse via il suo carico di <strong>10.000 litri</strong>. Erano due uomini dal volto coperto, che hanno spaventato il trasportatore con delle spranghe: mentre, poi, il latte sgorgava sui campi, l&#8217;hanno costretto a filmare. Ora, sul fatto, indagano i Carabinieri: la vicenda, comunque, parrebbe slegata dalle rivendicazioni ufficiali dei pastori, che si sono sempre svolte in maniera pacifica. Il movente, comunque, è lo stesso: il prezzo basso del latte, a beneficio degli industriali e a discapito dei pastori. La protesta è iniziata nei giorni scorsi, per poi culminare oggi, quando i video del gesto sono rimbalzati in rete, tra messaggi di sostegno e di indignazione per lo spreco.</p>
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<p>La vicenda, tuttavia, è solo la punta dell&#8217;iceberg di un problema che va avanti da anni. I pastori sardi devono far fronte a spese e a fatiche eccessive per l&#8217;allevamento dei loro animali, e il progressivo calo dei prezzi della loro merce non aiuta. La scorsa stagione, infatti, il prezzo era di <strong>85 centesimi al litro, oggi ribassato a 60</strong>. Un problema reale, serio, su cui l&#8217;atto violento di Villacidro ha attirato l&#8217;attenzione. In una nota stampa della Regione si legge: &#8220;Si tratta di un atto deprecabile da condannare con forza, una gravissima intimidazione che offende la civile convivenza&#8221;.</p>
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<h2>Protesta del latte: il tavolo e l&#8217;ultimatum di Coldiretti</h2>
<p>La tensione che circonda la <strong>protesta</strong> dei<strong> pastori sardi</strong> è alta dopo che due <strong>malviventi</strong> hanno<strong> versato migliaia di litri di latte</strong> nei campi. Sebbene le rivendicazioni siano di vecchia data, l&#8217;atto di violenza ha reso urgente un&#8217;accelerata sulla questione del calo dei prezzi. Per questa ragione oggi gli attori della filiera ovino-caprina in Sardegna si sono riuniti intorno ad un <strong>tavolo di trattative</strong>. L&#8217;intento, anzitutto, era quello di stigmatizzare i fatti di Villacidro ed esprimere solidarietà all&#8217;azienda &#8220;<strong>Argiolas Formaggi</strong>&#8220;, a cui apparteneva il latte buttato via. Gli intervenuti, inoltre, hanno posto all&#8217;ordine del giorno l&#8217;urgenza di innalzare il prezzo almeno 70 centesimi, contro i 60 attuali.</p>
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<p><strong>Coldiretti</strong> nel frattempo ha sollecitato la Regione Sardegna con un ultimatum, affinché faccia la sua parte nel sanare la frattura con i pastori. &#8220;La situazione è insostenibile: il prezzo del latte rimane ancorato al Pecorino romano nonostante diversi caseifici non ne producano o ne producano poco&#8221;, spiega Coldiretti. E continua: &#8221; L&#8217;iperproduzione del 2018 si basa su una scelta della trasformazione di lavorare Pecorino romano, non rispettando le quote produttive assegnate: non si può scaricare completamente sul prezzo del latte&#8221;. Il presidente di Coldiretti Sardegna, <strong>Battista Cualbu</strong>, ha cercato sensibilizzare tutti gli attori della filiera, affermando che &#8220;è necessario poter fare sopravvivere anche i pastori&#8221;. Aggiunge, poi: &#8220;Serve un segnale di unità per chi osserva e viene in Sardegna a speculare sulla nostre divisioni e lo si deve dare con un prezzo di acconto dignitoso per i pastori&#8221;. Infine, arriva la proposta dell&#8217;organizzazione: per almeno tre mesi le cooperative dovrebbero alzare il prezzo d&#8217;acconto per i loro soci. Stessa cosa vale per gli industriali, che potrebbero ridistribuire gli utili dal 4 al 6% ai conferitori.</p>
<p>LEGGI ANCHE &#8212;>; <a href="https://www.chenews.it/2019/01/26/parmalat-rischio-lactalis-smantella-9-divisioni/">Parmalat a rischio: Lactalis la smantella in 9 divisioni</a></p>
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